Fogliano: là dove il Teatro incontra l’Anima del Lago
C’è un luogo, nel cuore della pianura pontina, dove la natura non è soltanto cornice, ma racconto. Un luogo in cui l’acqua, la storia e la voce degli uomini si intrecciano in un unico respiro: il Lago di Fogliano.
Domenica 31 agosto, quando il sole inizierà a piegarsi verso l’orizzonte e l’aria si farà più gentile, quel respiro si farà voce. E sarà il Teatro a raccontare. A sussurrare storie, a evocare memorie, a far vibrare l’invisibile. Lì, sotto la tettoia affacciata sul prato, con il lago come sipario liquido e la natura come quinta scenica, si alzerà il sipario su una serata che promette molto più di uno spettacolo.
Nel cuore della rassegna “Un’estate da sogno al Lago di Fogliano”, prenderanno vita due rappresentazioni, diverse ma complementari, come due lati della stessa umanità. “Cultura Transumante”, per mano della compagnia Giù la Maschera e della regia di Alba Marteddu, porterà sulla scena l’anima errante dei pastori della palude, i loro canti silenziosi, le orme lasciate nel fango e nella memoria. A seguire, la compagnia Esperienza Teatro, guidata da Alfredo Severino, darà voce al riso e alla leggerezza, in una commedia brillante fatta di “scherzi comici tra sacro e profano”, dove la vita si fa gioco e riflesso.
Un borgo che custodisce storie antiche come la terra, come i canali Cicerchia e Mastropietro, come la via Severiana che un tempo univa mondi. Qui i monaci, i bufalari, i pescatori, i Caetani, hanno lasciato tracce. E ancora prima i Romani, e dopo di loro la grande bonifica. Ogni era ha posato la propria mano sulla pelle di questo lago. Ogni civiltà ha lasciato parole che oggi il vento sembra ancora portare.
Il Teatro, in questo contesto, non è solo arte. È rito. È il filo che unisce le lingue, i dialetti, le memorie e i sogni. È lo specchio di un’umanità che, pur cambiando volto, resta fedele a una bellezza più grande: quella del sentire comune, della poesia del vivere, del riconoscersi parte di un tutto.
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