La sicurezza dovrebbe iniziare in casa

Antonietta Malito
Riflessioni di Passaggio

A cura di Antonietta Malito per la Rubrica “Riflessioni di Passaggio”.

A Livorno, venerdì scorso, una donna di 56 anni è morta dopo essere precipitata dal terzo piano della sua abitazione, in via Bonomo. Era sul terrazzo quando una parte della struttura ha ceduto sotto i suoi piedi. Un volo di circa dieci metri, poi la corsa in ospedale e il tentativo, purtroppo inutile, dei medici di salvarle la vita.

I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza la zona e interdetto anche altri balconi dello stabile, mentre le macerie hanno danneggiato quelli sottostanti. Sarà l’indagine a chiarire che cosa abbia provocato il crollo, ma il caso richiede certamente una riflessione.

La casa è il luogo in cui ci sentiamo protetti, un vero e proprio rifugio, ma a volte nasconde seri pericoli.

Basta leggere le notizie di cronaca per trovare storie di donne che hanno perso la vita precipitando dal balcone mentre stendevano i panni, o da una finestra mentre si sporgevano per lavare i vetri o nel tentativo di recuperare qualcosa.

La manutenzione degli edifici e la sicurezza domestica non dovrebbero mai essere considerate questioni secondarie, proprio perché la casa è il luogo in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo. Con gli anni, un balcone, una ringhiera, un parapetto possono usurarsi e diventare pericolosi senza che ce ne accorgiamo.

E anche le abitudini quotidiane meritano maggiore attenzione.

Non tutto è prevedibile e non tutto può essere evitato, ma molto può essere controllato, verificato, prevenuto. Servono più controlli, più accortezza e, soprattutto, la convinzione che la sicurezza domestica non sia un lusso, ma una responsabilità.

È molto triste leggere notizie come questa e lo è ancora di più pensare che, dietro una tragedia simile, possa esserci qualcosa che avrebbe potuto essere individuato e messo in sicurezza prima.

Per questo non dovremmo aspettare che compaiano crepe evidenti, che un parapetto si muova o che una parte della struttura dia segnali ormai impossibili da ignorare. Un controllo periodico, affidato a persone competenti, può sembrare una precauzione eccessiva quando tutto sembra essere a posto.

Ma è proprio quando non vediamo un pericolo che dobbiamo chiederci se sia davvero tutto sicuro. Forse dovremmo prestare maggiore attenzione anche ai piccoli gesti di ogni giorno: non sporgersi oltre il necessario, non salire su davanzali o parapetti per raggiungere qualcosa, usare scale e strumenti adeguati per i lavori in casa e non sottovalutare mai un segnale di cedimento.

La tragedia di Livorno ci invita a riflettere su tutto questo e, se necessario, a prendere provvedimenti perché non accada niente di irreparabile.

D’altronde, la casa dovrebbe essere il posto in cui sentirsi al sicuro. Facciamo in modo che lo sia davvero.

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