Il nuovo libro del giornalista pontino Maurizio Targa.
Il calcio non è soltanto gol, classifiche, vittorie e sconfitte. Dietro le partite che hanno fatto la storia, i campioni entrati nella memoria collettiva e gli episodi rimasti impressi nella mente dei tifosi, esiste un universo parallelo fatto di superstizioni, racconti misteriosi, vicende controverse e interrogativi che, a distanza di anni, continuano a non trovare una risposta definitiva.
È proprio questo il territorio narrativo esplorato da «Ombre sul pallone – Maledizioni, leggende e misteri del calcio», il nuovo libro del giornalista pontino Maurizio Targa, pubblicato da Ultra Sport (Edizioni Ultra), con la prefazione di Michele Plastino, storica voce di Gol di Notte. Il volume è disponibile in libreria e online dal 30 ottobre.
Un’opera che raccoglie oltre cinquanta storie, accompagnando il lettore in un viaggio attraverso alcuni degli episodi più curiosi, enigmatici e controversi della storia del calcio. Un percorso articolato in tre grandi capitoli tematici, che restituiscono altrettante prospettive di un mondo nel quale realtà e immaginario popolare si sono spesso intrecciati.
Il primo territorio è quello delle maledizioni, tra rane e gatti sepolti sotto i campi da gioco e rituali scaramantici che, da sempre, accompagnano calciatori, allenatori e tifoserie. Un universo nel quale la ricerca della fortuna e la paura della sfortuna diventano parte integrante dello spettacolo calcistico.
Il secondo capitolo è dedicato alle leggende, racconti che nel tempo hanno assunto una dimensione quasi mitologica: dall’elastico di Meazza alla moneta a due teste di Napoli ’68, passando per il Mundial in Patagonia e la figura del Kaiser. Storie che continuano ad alimentare la fantasia degli appassionati e che appartengono ormai alla memoria collettiva del pallone.
Infine, il territorio più delicato e inquietante, quello dei misteri. Qui trovano spazio vicende e interrogativi che hanno segnato profondamente la storia sportiva e non solo: la lattina di Mönchengladbach, la borraccia di Italia ’90, Sindelar, Re Cecconi, Di Bartolomei, Bergamini e il Ronaldo del Mondiale del 1998. Episodi differenti, accomunati da zone d’ombra, ricostruzioni e domande che continuano a suscitare interesse e discussione.
A caratterizzare il lavoro di Targa è soprattutto il metodo scelto per affrontare queste vicende. I fatti vengono distinti dalle leggende, così come le ricostruzioni dalle semplici dicerie. Nessuna pretesa di imporre verità o formulare sentenze: l’autore mette a disposizione documenti, testimonianze e racconti, lasciando al lettore la libertà di approfondire e, quando necessario, continuare a interrogarsi.
Una scelta che lo stesso giornalista sintetizza nelle parole dedicate alla sua nuova pubblicazione:
«Ho scritto un libro per chi ama il calcio anche quando il calcio non vorrebbe essere guardato troppo da vicino. Molte di queste storie non hanno una soluzione, e va bene così: in più di un caso nessuno sa come sia andata davvero».


Per Maurizio Targa ,nato a Latina nel 1966, questo nuovo lavoro rappresenta un ulteriore capitolo di un percorso professionale e autoriale che negli anni lo ha visto attraversare diversi ambiti del giornalismo e della scrittura. Giornalista pubblicista ed ex caporedattore sportivo, è stato conduttore televisivo e radiofonico e autore a Raidue. Tra le sue precedenti pubblicazioni figurano Undicimetri (2020), Biscottopoli (2022), Padre Vostro (2023), Il cuore è un sinti itinerante (2024), San Romolo (2025) e Tanto di cappello (2025).
«Ombre sul pallone» è disponibile dal 30 ottobre 2026 in libreria e online. A Latina il volume può essere ordinato presso la Libreria Sicconi, in via Emanuele Filiberto. Sono inoltre previste presentazioni sul territorio pontino, i cui dettagli saranno comunicati prossimamente.
Un libro che parla agli appassionati di calcio, ma anche a chi ama le storie capaci di andare oltre il risultato di una partita. Perché, a volte, il fascino più grande del pallone non si nasconde in ciò che accade sotto gli occhi di tutti, ma proprio in quello che resta da spiegare.
A cura di Giuseppe Di Sangiuliano.


