La Gilda Insegnanti torna sulla fusione tra le scuole Don Milani e Vito Fabiano: “E’ stato il Comune a proporla”.
In queste settimane non si fa che parlare a Latina del nuovo piano di dimensionamento scolastico e della fusione tra le scuole Don Milani e Vito Fabiano, ritenuta inopportuna da sindacati e utenti per la diversa collocazione e la ben definita autonomia delle due realtà. Sull’argomento è tornata ora con una polemica nota la coordinatrice provinciale della Gilda Insegnanti, Patrizia Giovannini, parlando di un “preciso disegno politico dietro il silenzio del comune di Latina: la fusione dei due istituti comprensivi è stata proposta proprio dall’amministrazione comunale. Per questo il Comune non si esprime nel merito né ha preso posizione contro il piano come hanno fatto, invece, i comuni di Viterbo e Terracina presentando ricorso al Tar”.
Secondo la Giovannini l’ente ha già un’idea anche sugli interventi futuri: “Per il dimensionamento 2026/27 altri due istituti rischiano un accorpamento: come nel caso Don Milani-Vito Fabiano si trovano uno in città, l’altro in un Borgo e, come per la scuola in Q4 e Q5 e l’istituto di Borgo Sabotino, verrebbero aggregati senza tener conto del principio di territorialità. Il Comune ha già riunito i dirigenti scolastici mettendoli al corrente delle proprie intenzioni, sia di accorpamento che di soppressione di plessi scolastici. Il decreto 127/2023 impone un taglio di 53 autonomie nel Lazio. Latina non ha alcun motivo di dimensionare la propria rete scolastica poiché non ci sono ad oggi istituti sottodimensionati. Dovrebbe essere questa la battaglia da portare avanti dagli enti locali in Regione”.



