Agricoltura circolare: più di un’azienda su due ha già fatto il salto

L’agricoltura circolare non è solo una scelta ambientale: rappresenta una vera opportunità strategica per rendere il nostro sistema agricolo più competitivo, resiliente e sostenibile nel tempo.

Immaginate un’azienda agricola che non produce solo cibo, ma che trasforma i propri scarti in risorse, riduce i rifiuti, risparmia acqua e restituisce fertilità al suolo.

Questo è il principio dell’agricoltura circolare: abbandonare la logica lineare del “produco e butto” per chiudere il cerchio e creare valore in ogni fase del ciclo produttivo.

Nella nuova puntata della Rubrica “Economia & Sviluppo”, Marina Gargiulo analizza i dati, le pratiche in atto e le prospettive future di questo importante cambiamento.

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Agricoltura circolare: più di un’azienda su due ha già fatto il salto

Immaginate un’azienda agricola che non si limita a produrre cibo, ma che trasforma i propri scarti in risorse preziose, riduce i rifiuti, risparmia acqua e restituisce fertilità al suolo.

Questo è il cuore dell’agricoltura circolare: un modello che abbandona la logica lineare del “produco e butto” per chiudere il cerchio, creando valore in ogni fase del processo produttivo.

Secondo i dati dell’ Indagine Multiscopo sull’Agricoltura, più della metà delle aziende agricole italiane – esattamente il 53,7% – ha già adottato almeno una pratica riconducibile a questo approccio. Un dato significativo che testimonia una profonda trasformazione in atto nel settore.

Le pratiche più diffuse riguardano la riduzione dell’uso di pesticidi chimici e fertilizzanti sintetici, seguite dalla diminuzione dei prodotti antimicrobici, dalla limitazione delle perdite di nutrienti nel suolo e dal reimpiego degli scarti di produzione. In crescita, anche se ancora meno diffusa, è la tecnica del carbon farming, che permette al suolo di assorbire anidride carbonica dall’atmosfera, contribuendo concretamente alla lotta contro i cambiamenti climatici.

A livello territoriale, il Nord-Est guida la classifica con il 63,7% delle aziende impegnate, seguito dal Nord-Ovest e dal Centro. Il Sud, con il 46,3%, si colloca al di sotto della media nazionale, ma registra comunque una presenza rilevante e segnali di crescita.

L’agricoltura circolare non è soltanto una scelta ambientale: rappresenta una vera opportunità strategica per rendere il sistema agricolo italiano più competitivo, resiliente e sostenibile nel tempo.

I numeri ci dicono chiaramente che la strada è già tracciata. Ora spetta al settore, alle istituzioni e agli imprenditori percorrerla con convinzione fino in fondo.

redazione@diariopontino.it