Pontinia celebra i suoi novant’anni con un viaggio nella memoria, nella storia e nel mistero.
Sabato 29 Novembre, alle 17.30, l’Aula Magna dell’Istituto “Giovanni Verga” ospiterà la presentazione del nuovo romanzo giallo di Antonio Scarsella, Assassinio sul Lungo Botte, pubblicato da Atile Edizioni e realizzato in collaborazione con Maria Supino, con un’appendice firmata da Lino Callegari, autentica memoria viva dell’Agro Pontino.

L’occasione non potrebbe essere più simbolica: il novantesimo anniversario della fondazione di Pontinia, istituita il 18 dicembre 1935, dopo Littoria e Sabaudia, nel cuore dell’“Agro Redento”. Un territorio nato dal lavoro, dalla bonifica, dall’ingegno idraulico e dalla determinazione delle famiglie che qui arrivarono, soprattutto dalla provincia di Ferrara, portando con sé dialetti, tradizioni, speranze. Una comunità agricola, unica nel suo genere, che negli anni è cambiata ma ha conservato una sua irripetibile identità.
È in questo scenario – reale, vivido, profondamente radicato nel territorio – che Scarsella ambienta il suo nuovo giallo. Assassinio sul Lungo Botte è un romanzo che unisce indagine e memoria, intrecciando le dinamiche del presente con le ombre e i richiami di un passato che continua a riaffiorare. Il titolo rimanda a un luogo simbolo: il grande canale Botte, una delle opere cardine della Bonifica Integrale, tracciato lungo oltre trenta chilometri e affiancato dal fiume Ninfa-Sisto. Pontinia nasce esattamente lì, tra l’acqua antica e quella incanalata dalla modernità, tra la storia del territorio e l’audacia dell’ingegneria idraulica.
Il romanzo si apre come un’alba d’inverno: silenziosa, sospesa. Due anziani – uno ferrarese, uno veneto, specchio delle migrazioni rurali che hanno plasmato la comunità – camminano lungo l’argine del Botte. È un tragitto quotidiano, consueto, quasi rituale. Ma quella mattina qualcosa rompe l’equilibrio. Tra i riflessi dell’acqua e le prime ombre del giorno, i due uomini si imbattono nel corpo senza vita di una giovane donna. Da qui prende forma l’indagine, e con essa l’esplorazione di una Pontinia che si confronta con le contraddizioni del presente, con i “demoni” della modernità, senza dimenticare le proprie radici.
A completare l’opera, gli “Amarcord” di Lino Callegari, uno dei primi nati nell’Agro Pontino da famiglia ferrarese. Le sue pagine sono una finestra preziosa sul tempo, ricordi in dialetto e in emozione che ricostruiscono dall’interno la storia e la metamorfosi di una comunità. Sono voci di vita vissuta, che restituiscono la Pontinia di ieri a chi la abita oggi.
Un evento che è molto più della presentazione di un libro: è un invito a ripercorrere le radici della città, a rivederle riflesse nell’acqua del canale – sottile linea fra storia e cronaca – e a riconoscere, in ogni pagina, il ritratto vivo di una comunità che continua a crescere senza dimenticare da dove è partita.
Ingresso libero.
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