L’estate pontina continua a rimandare la stessa e annosa cartolina: rubinetti a secco, famiglie all’esasperazione e attività commerciali costrette a fare i conti con un servizio idrico che procede a macchia di leopardo. Un’emergenza non più tollerabile che ha spinto l’ Associazione Consumatori Codici, per bocca del Responsabile Provinciale Antonio Bottoni, a compiere un passo ulteriore, sollecitando non soltanto gli organi di governo locale ma investendo della questione la massima autorità amministrativa del territorio, il Prefetto di Latina, senza escludere risvolti di natura giudiziaria.
Non si tratta di una presa di posizione estemporanea, ma del consolidarsi di una linea d’azione ormai riconosciuta sul territorio per pragmatismo e incisività. L’associazione a tutela dei consumatori torna ad accendere i riflettori su una mappa dei disservizi che pare non risparmiare alcun quadrante della provincia: dai prolungati azzeramenti del flusso idrico che hanno penalizzato per settimane le famiglie lungo la Statale 156 dei Monti Lepini, alle interruzioni notturne a ripetizione registrate ad Aprilia, fino ai cali di pressione costanti che stanno interessando interi quartieri ed edifici del centro urbano del capoluogo pontino, in aperta violazione dei parametri minimi di pressione stabiliti dall’Autorità di regolazione (ARERA).
A far traboccare il vaso è la gestione dei cosiddetti “lavori programmati”. L’episodio più recente ne rappresenta la sintesi: un intervento annunciato da Acqualatina per la serata del 29 luglio, con ripristino previsto “nella notte”, si è trasformato nell’ennesimo prolungamento del disservizio fino a mezzogiorno del giorno seguente, giustificato con generici “imprevisti tecnici”. Un’incertezza operativa che Codici contesta con decisione, ponendo interrogativi legittimi sulla reale capacità di pianificazione ed esecuzione degli interventi da parte del Gestore, chiamato a prevedere le criticità anziché subirle a danno dell’utenza.

Il nodo dei costi e le domande che chiedono risposta
L’azione condotta dall’Avv. Antonio Bottoni e dalla sua struttura va oltre la pura protesta per l’emergenza immediata, spostando il baricentro dell’analisi sul piano strutturale ed economico. Il punto centrale sollevato dall’associazione riguarda infatti la sostenibilità logistica ed economica di una gestione che dura ormai da 24 anni all’interno dell’ATO 4.
Di fronte a un piano tariffario che dal 2017 al 2025 ha visto incrementi progressivi nell’ordine di 150 milioni di euro – fondi esplicitamente destinati al piano di riduzione delle dispersioni idriche dal 70% al 40% – la realtà dei fatti descrive una rete ancora fragile e condotte visibilmente fatiscenti. Da qui l’affondo dell’associazione, che chiede trasparenza sull’impiego reale delle risorse versate dai cittadini, proprio mentre all’orizzonte si prospettano ulteriori richieste di ritocchi tariffari a fine concessione.
Tutela igienico-sanitaria e tutela dell’economia locale
Le ripercussioni di questo stato di cose toccano da vicino la vivibilità quotidiana e l’economia del territorio. Se in pieno periodo estivo l’assenza d’acqua pone seri problemi igienico-sanitari – con particolare riguardo alle fasce fragili come bambini e anziani incontinenti – non va sottovalutato il danno subito dalle molteplici attività produttive (bar, ristorazione, servizi alla persona) la cui operatività è direttamente legata all’erogazione idrica. L’impiego di autobotti nei punti nevralgici, come evidenziato dal presidio di Codici, rappresenta un tampone per le sole esigenze alimentari di prima necessità, ma non può e non deve essere considerato un surrogato accettabile di una normale rete di distribuzione.
Le richieste alle Istituzioni: tavolo prefettizio e tutele legali
La missiva inviata al Prefetto, al Sindaco di Latina e al Presidente della Provincia non si limita a fotografare le criticità, ma definisce una precisa road map istituzionale:
- Tavolo di confronto in Prefettura: richiesta la convocazione urgente di un tavolo specifico con il Gestore per limitare le interruzioni ai soli casi di effettiva e indifferibile urgenza;
- Vigilanza dell’Ente d’Ambito (EGATO 4) e del Comune: sollecito verso i vertici politici e di controllo affinché monitorino la reale inderogabilità dei cantieri e la brevità dei tempi di ripristino;
- Profili penali ed indennizzi: Codici prefigura l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio nei casi di prolungata o azzerata pressione e mette a disposizione la propria struttura legale per assistere i cittadini e le imprese nell’attivazione delle procedure di indennizzo per i danni subiti.
L’iniziativa firmata da Antonio Bottoni conferma il ruolo dell’Associazione Codici come interlocutore tecnico e vigile, capace di riportare le istanze e le sofferenze quotidiane dei cittadini pontini sui tavoli istituzionali dove si decidono le sorti dei servizi pubblici essenziali.
Redazionale realizzato su quanto dichiarato dall’Avvocato Antonio Bottoni con il comunicato ufficiale.
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