Non spegnere i riflettori: inclusione, continuità e futuro nello spirito dei Giochi.
Dopo l’emozione e il successo dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, l’Italia si prepara a vivere la fase forse più alta e significativa di questa straordinaria esperienza: le Paralimpiadi, in programma dal 6 al 15 marzo tra Milano, Cortina e Tesero.
«Il mondo intero — e non solo l’Italia — ha seguito con emozione e partecipazione questi straordinari Giochi invernali. È stata una grande festa dello sport, capace di unire popoli e culture diverse», ha dichiarato il Sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, delegata dal Ministro della Difesa Guido Crosetto alle politiche per la disabilità. «Ora non spegniamo i riflettori. Manteniamo viva una continuità narrativa e valoriale in vista dei Giochi Paralimpici, naturale compimento di questa grande esperienza sportiva e umana».

Le Paralimpiadi rappresentano molto più di un evento sportivo: sono la celebrazione della resilienza, del talento e della dignità della persona. Un palcoscenico internazionale che mette al centro l’inclusione e dimostra come lo sport possa trasformare il limite in opportunità.

L’impegno della Difesa continuerà con la stessa determinazione già dimostrata nella fase olimpica. Assetti organizzativi, mezzi, personale militare e Volontari della Difesa garantiranno supporto logistico e operativo per assicurare sicurezza ed efficienza durante l’evento.
A rendere ancora più significativo questo appuntamento sarà la presenza di otto atleti del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD), istituito nel 2014 per sostenere militari che hanno riportato traumi permanenti in servizio o per cause di servizio. Un progetto che trasforma la resilienza in forza e lo sport in rinascita personale. Negli anni, il Gruppo ha ampliato il proprio orizzonte, accogliendo anche giovani atleti civili con disabilità e valorizzandone talento e determinazione.
Saranno 665 gli atleti provenienti da 50 Paesi — 40 gli italiani — impegnati in sei discipline: sci alpino, sci di fondo, biathlon, snowboard, curling e hockey. Numeri che raccontano un movimento in crescita e un modello organizzativo diffuso sul territorio, condiviso da tre Regioni, capace di rappresentare un’Italia unita, accessibile e inclusiva.
Le Paralimpiadi non sono una coda dei Giochi: ne sono l’anima più profonda. Sono la prova che lo sport non conosce barriere e che l’inclusione non è uno slogan, ma un impegno concreto.
Milano-Cortina 2026 continua. E con essa continua il racconto di un’Italia che sceglie di non spegnere i riflettori sull’umanità, sul coraggio e sulla forza silenziosa di chi, ogni giorno, supera i propri limiti.
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