Ibiza, l’isola dove la musica abbatte ogni confine

Maria Renè Carturan

Il viaggio di ” Dentro la notte ” nell’isola connessa al mondo.

Non è solo l’isola delle discoteche. Per chi sa guardarla da dentro, Ibiza è un vero e proprio laboratorio sociale, un luogo magnetico dove migliaia di persone da ogni angolo del pianeta si spogliano delle proprie bandiere per ritrovarsi unite da un unico, potente linguaggio universale: la musica.

La nostra inviata Maria Renè Carturan, per la rubrica “Dentro la Notte”, ha firmato un reportage immersivo ed emozionante che attraversa i contrasti e le anime dell’isola. Un viaggio che mette a confronto la spettacolare e futuristica tecnologia visiva dell’Hï Ibiza e del nuovissimo [UNVRS] – dove gli smartphone puntano al cielo per catturare istanti da milioni di visualizzazioni – con la filosofia “analogica” e quasi rivoluzionaria del DC10 durante il Circoloco, dove il telefono si rimette in tasca per riscoprire il contatto visivo, l’energia della pista e la bellezza di ballare con perfetti sconosciuti.

Ibiza, l’isola dove la musica abbatte ogni confine

Ci sono luoghi che fanno parlare di sé per la loro bellezza e altri che lasciano un segno per le emozioni che riescono a trasmettere. Ibiza appartiene a entrambe le categorie.

Per molti è semplicemente l’isola delle discoteche. Per chi la vive davvero, invece, è molto di più: è un laboratorio sociale dove migliaia di persone, provenienti da ogni parte del pianeta, si ritrovano accomunate da un’unica passione, la musica.

Durante il mio reportage per Dentro la Notte ho voluto vivere le esperienze che hanno reso Ibiza la capitale mondiale del clubbing. Dai grandi spettacoli di Ushuaïa all’energia di Hï Ibiza, passando per l’atmosfera unica del DC10 e per il nuovo universo di UNVRS, ogni locale racconta una storia diversa.

A Hï Ibiza e UNVRS la tecnologia è parte integrante dello spettacolo. Gli smartphone si alzano verso il cielo per immortalare scenografie spettacolari, giochi di luce e DJ di fama mondiale. Ogni momento viene condiviso sui social, permettendo a milioni di persone di vivere, almeno virtualmente, una parte della notte ibizenca.

Poi c’è il DC10.

Qui il tempo sembra rallentare. Durante Circoloco si percepisce un’atmosfera diversa. Non conta realizzare il video perfetto o la foto da pubblicare pochi secondi dopo. Conta vivere il momento. Sebbene non ci sia un divieto assoluto di usare il telefono, l’ambiente e la filosofia del club invitano a metterlo in tasca e a lasciarsi trasportare dalla musica.

È un dettaglio che cambia completamente la serata.

In un mondo dove siamo abituati a guardare i concerti attraverso lo schermo di uno smartphone, ritrovarsi immersi nella pista, senza la continua ricerca dell’inquadratura migliore, permette di riscoprire il vero significato della musica dal vivo. Ci si guarda negli occhi, si balla con sconosciuti che dopo pochi minuti sembrano amici di sempre e si crea un’energia difficile da raccontare, ma impossibile da dimenticare.

Uno dei momenti più emozionanti del viaggio è stato il concerto di Ozuna a Ushuaïa. Migliaia di persone hanno cantato ogni brano dall’inizio alla fine. Attorno a me c’erano ragazzi italiani, spagnoli, francesi, inglesi, tedeschi, americani, sudamericani e asiatici. Ognuno con la propria lingua, la propria cultura e la propria storia.

Eppure, quando la musica è partita, non c’erano più differenze.

Tutti cantavano le stesse canzoni. Tutti seguivano lo stesso ritmo. Tutti condividevano la stessa emozione.

In un periodo storico in cui il mondo sembra spesso diviso, Ibiza dimostra che la musica continua a essere uno dei pochi linguaggi davvero universali. Non servono traduttori, non servono spiegazioni: basta una melodia per creare un legame tra persone che fino a pochi minuti prima erano perfette sconosciute.

È questo il messaggio più importante che porto a casa da questo viaggio.

Ibiza non è soltanto la capitale mondiale della nightlife. È un luogo dove la musica diventa cultura, inclusione e condivisione. Un’isola capace di unire generazioni e nazionalità diverse sotto lo stesso cielo, con un unico obiettivo: vivere il presente.

Per qualche ora scompaiono le bandiere, le differenze e perfino i telefoni. Rimane soltanto ciò che conta davvero: il battito della cassa, l’energia della folla e quella straordinaria sensazione di appartenere, tutti insieme, allo stesso momento.

Forse è proprio questa la vera magia di Ibiza. Non quella delle luci o dei grandi palchi, ma quella di ricordarci che la musica, oggi più che mai, è ancora capace di unire il mondo.

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