Il furto dei Van Gogh e Cézanne rivive nel libro di Pompeo Micheli

Antonietta Malito
Patrimonio Culturale

Quarantotto giorni. Tre capolavori scomparsi dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e un’indagine che portò al loro recupero.

A quasi trent’anni dal clamoroso furto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Pompeo Micheli affida a un libro la memoria di un’indagine che portò, in soli 48 giorni, al recupero di tre capolavori di Van Gogh e Cézanne. Il libro si intitola La banda dei piedi scalzi.

La rapina del secolo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, primo volume della collana “Memoria • Arte • Legalità”, ideata dallo stesso Micheli, racconta alcune delle più importanti operazioni condotte nella tutela del patrimonio culturale italiano. Il volume nasce dalla testimonianza diretta di un protagonista di quella stagione investigativa.

Micheli, già Luogotenente Carica Speciale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ha dedicato quasi quarant’anni alla lotta contro il traffico illecito e i furti di opere d’arte. Nella sua opera torna a quel maggio del 1998, quando dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna furono sottratti L’Arlesiana e Il Giardiniere di Vincent Van Gogh e Il Cabanon de Jourdan di Paul Cézanne.

La loro scomparsa fece il giro del mondo. Il recupero arrivò al termine di un’indagine complessa nella quale furono fondamentali attività investigative, intercettazioni, pedinamenti e la collaborazione tra investigatori, magistratura e personale museale. Ne ” La banda dei piedi scalzi ” , l’autore porta il lettore dentro l’inchiesta, attraverso ricordi professionali, documenti, testimonianze e materiali inediti, restituendo soprattutto la dimensione umana di un lavoro che normalmente rimane lontano dagli occhi del pubblico.

«Ho avuto il privilegio di partecipare direttamente a quell’indagine e, dopo oltre trent’anni di servizio nel Comando TPC – dice Micheli – ho deciso di raccontarla dall’interno, ricostruendo non soltanto le fasi investigative e il recupero delle opere, ma anche il contesto umano, storico e culturale di una vicenda che appartiene ormai alla storia della tutela del patrimonio culturale italiano».

La banda dei piedi scalzi

La banda dei piedi scalzi edito da Youcanprint / https://www.youcanprint.it/

È proprio la memoria il filo conduttore del progetto. Per l’autore, raccontare significa infatti conservare anche il ricordo delle persone e delle istituzioni che hanno reso possibile il recupero dei capolavori.

«Difendere un’opera d’arte significa difendere la memoria di un popolo. Le opere possono essere recuperate, ma se non custodiamo il ricordo delle indagini, delle persone e delle istituzioni che hanno reso possibile quel recupero, rischiamo di perdere una parte della nostra storia».

Con la prefazione di Luca Nannipieri, il volume inaugura così una collana che guarda già ad altre grandi vicende della tutela del patrimonio culturale italiano, tra cui il furto dei diciassette dipinti del Museo di Castelvecchio di Verona e la successiva Operazione Gemini.

La forza del libro sta però soprattutto nella voce del suo autore, quella di un uomo che ha trascorso una vita professionale a cercare opere scomparse e a restituirle alla collettività. Una voce che, oggi, sceglie di raccontare ciò che è accaduto dietro le quinte di uno dei più clamorosi furti d’arte della storia italiana, non solto per ricostruire un’indagine, ma per lasciare una traccia di chi quell’indagine l’ha vissuta.

A cura di Antonietta Malito.