Il Latina Calcio arranca: di chi è la colpa?

Analisi del momento buio dei nerazzurri, in crisi di risultati e di gioco.

Sette punti raccolti realizzando appena quattro gol e subendone sei. E’ in sintesi il percorso del Latina nelle prime sette giornate del campionato di serie C. Un cammino balbettante, considerando che le avversarie incontrate erano tutte tecnicamente alla portata. Con un’eccezione, a dir poco beffarda: l’unica squadra vistosamente superiore, l’Avellino, era in crisi nera al momento del confronto con i pontini e ha permesso a questi ultimi di centrare il loro primo (e unico) successo. La risposta a questi numeri è quella tipica del mondo del pallone, a tutti i livelli: mister inadeguato che non ha ancora trovato la quadra e che va rimosso quanto prima; squadra non all’altezza, con un tasso tecnico e un numero di alternative in panchina decisamente inferiori alla rosa della stagione precedente; eccessiva fiducia in alcuni (finora mancati) protagonisti.

La spiegazione sta nei numeri, nel precampionato e…nei trascorsi

PASQUALE PADALINO

Provando ad affidarci ad un minimo di logica e di obiettività, le lacune da rimproverare a questo Latina ci sono e trovano riscontro nei numeri e…nei curricula: nelle retrovie manca il carismatico condottiero che abbia anche un minimo di confidenza con la fase di impostazione; sul fronte offensivo non c’è il vero e proprio cecchino, ma solo volenterosi punteros dalla scarsa confidenza con la doppia cifra nel bottino di reti stagionali. A questo si aggiunga un altro dato incontrovertibile: l’organico è stato costruito strada facendo e a precampionato di fatto terminato, per giunta con all’attivo una sola amichevole estiva, con l’Anzio (non può certo fare testo la gita a Trigoria due giorni dopo il raduno); Padalino si è visto arrivare in ritardo i tasselli richiesti e molti di loro hanno accusato o stanno accusando gli strascichi di una preparazione inconsistente o a singhiozzo. Accade quindi che diversi potenziali pilastri arranchino, proprio come il gioco ed il rendimento dei nerazzurri.

Soluzioni e speranze.

La più inflazionata delle frasi consolatrici recita così: il tempo curerà le ferite. Potremmo applicarla anche alle vicende nerazzurre, confidando in una crescita nel rendimento dei vari Petermann, Ndoj, Improta e Bocic, ma sperando anche in un miglior amalgama tra vecchi e nuovi frequentatori del prato del Francioni. Il tempo è certamente il miglior alleato, ma diventa anche il peggior nemico se ne trascorre troppo!