IL PRIMATO QUANTISTICO MONDIALE È ITALIANO

Cristian Ciriaci
Il computer quantistico fotonico della QuantHum Edge

Il computer quantistico fotonico della QuantHum Edge supera i 9.900 qubit: l’Italia firma il nuovo record.

L’Italia entra ufficialmente nell’élite mondiale della tecnologia quantistica. Sono stati resi pubblici i risultati delle simulazioni multiphysics e delle prove di laboratorio del computer quantistico fotonico sviluppato dalla QuantHum Edge, in collaborazione con la Sapienza Università di Roma.
Il dato è storico: oltre 9.900 qubit logici e tempi operativi inferiori ai 3 nanosecondi. Due record assoluti che ridisegnano la mappa della ricerca globale nel settore quantistico.

In un contesto dominato da superpotenze come Stati Uniti e Cina, l’Italia sorprende e si impone come protagonista. Il sistema quantistico fotonico made in Cisterna di Latina promette di rivoluzionare i tempi e la potenza di calcolo: operazioni che oggi richiedono ai supercomputer tradizionali anni di elaborazione, potranno essere completate in frazioni di secondo.

“Si tratta di dati conservativi, frutto di analisi riproducibili”, spiega Fabio Massimo Frattale Mascioli, professore ordinario di Ingegneria dell’Informazione alla Sapienza e Responsabile Scientifico di QuantHum Edge.
“Dimostriamo che l’Italia non solo compete, ma può guidare il passo.”

Il design del calcolatore – compatto e modulare, paragonabile per dimensioni a un grande forno a microonde – rappresenta un concentrato di tecnologia. La soglia dei 10.000 qubit è ormai vicinissima, con una scalabilità multi-rack che apre la strada a un’espansione continua.

A impressionare è soprattutto la velocità: operazioni a 2 qubit in meno di 3 nanosecondi, contro il precedente record mondiale di 25 nanosecondi registrato dall’Università di Oxford.

“In un settore dove ogni nanosecondo è cruciale, è come passare da una carrozza a un jet supersonico”, osserva Frattale Mascioli.

Non solo potenza, ma anche precisione: le prove di laboratorio evidenziano una fidelity media del 99,86%, con una traiettoria già tracciata verso valori prossimi al 99,99%.
Tradotto: risposte quasi istantanee e risultati estremamente affidabili.

Le potenziali applicazioni coprono un ampio spettro: sanità, farmaceutica, scienza dei materiali, cybersecurity, intelligenza artificiale, telecomunicazioni, energia, mobilità, finanza e infrastrutture critiche. I prossimi mesi vedranno l’avvio di progetti pilota per testare sul campo le capacità del sistema.

Questo traguardo è il frutto di una sinergia virtuosa tra ricerca accademica e impresa. La partnership con la Sapienza Università di Roma, attiva dal 2025, ha accelerato i processi di validazione grazie alle infrastrutture HPC (High Performance Computing) e a competenze trasversali di alto livello.
Determinante anche la collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), che aprirà nuove prospettive su materiali quantistici ed esperimenti ad alta energia.

“Abbiamo nelle mani un vantaggio netto”, sottolinea Fabio Pennacchi, Direttore Operativo di QuantHum Edge.
“Ma questi dati rappresentano solo la base di partenza: l’obiettivo è crescere ancora, consolidando il primato italiano nel mondo quantistico.”

Con questo risultato, la corsa alla supremazia quantistica mondiale cambia direzione: oggi, la linea di partenza passa per l’Italia. 

redazione@diariopontino.it

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