“La sedia di fronte al mare”

Antonietta Malito
"Semi di Luce"

Ci sono luoghi che non chiedono parole. Chiedono soltanto di essere vissuti.

Una sedia rivolta verso il mare, una spiaggia deserta, il rumore delle onde e il desiderio di lasciarsi attraversare dall’immensità. È da questa immagine semplice e potente che prende vita “La sedia di fronte al mare”, la nuova poesia che Antonietta Malito propone ai lettori di Diario Pontino per la Rubrica “Semi di Luce”, tratta dalla raccolta Fino all’Alba.

Un invito a rallentare, ad ascoltare il silenzio e a ritrovare, attraverso il dialogo con il mare, uno spazio interiore in cui le ferite possono trasformarsi in nuova forza.

Con la delicatezza che caratterizza la sua scrittura, Antonietta Malito accompagna il lettore in un viaggio fatto di contemplazione e abbandono, dove il mare diventa metafora di rinascita, di libertà e di riconciliazione con se stessi.

Perché, a volte, basta fermarsi davanti all’orizzonte per ricordare che anche le inquietudini possono trovare il loro approdo.

LA SEDIA DI FRONTE AL MARE

Stamane c’è una sedia di fronte al mare. Fino a ieri si confondeva con un mucchio di oggetti anonimi e informi depositati sulla spiaggia da chissà chi o da quali mareggiate. Pare attenda paziente che qualcuno vi si segga sopra.

La spiaggia è deserta. Mi siedo e osservo. Sono l’unica spettatrice di uno scenario incantato. Tendo le orecchie e rivolgo lo sguardo oltre l’orizzonte.

È giunto il tempo di lasciarmi andare. Di fondere i pensieri con il rumore del mare. Ho voglia di immergermi nella sua storia. Di diventare parte di quell’ immensità, respirarne l’essenza, carpirne i segreti.

Chiudo gli occhi e lascio che l’odore della salsedine e le note struggenti delle onde si mescolino al mio sangue e diventino un tutt’uno con esso.

Oggi voglio abitare il mare,
abbandonarmi alla sua vastità,
calarmi nelle sue profondità,
confondermi con le sue creature,
emergerne con l’anima purificata e le ferite sanate.

” La sedia di fronte al mare ” / poesia di Antonietta Malito tratta dal libro “Fino all’alba” edito da Bertoni Editore: Link / https://www.bertonieditore.com