Dalle atmosfere cult del Felix alle fragilità dell’uomo e dell’imprenditore: il fondatore si racconta a Diario Pontino e lancia la 32ª edizione della “Notte dei Gatti”.
C’è una verità inaspettata dietro i riflettori di una delle manifestazioni più longeve del nostro territorio. A raccontarci, per promuovere il suo evento, la genesi e le novità della 32ª edizione della “Notte dei Gatti” è stato lo stesso Virginio Moro, venuto a trovarci in primavera presso la nostra redazione di Diario Pontino per una visita che mancava .
Nata nel 1993 da una sua idea, la storica kermesse torna domenica 13 settembre 2026, dalle ore 21:00 in Piazza del Popolo a Latina, patrocinata dal Comune e dalla Provincia. Un appuntamento identitario che premia le eccellenze locali — dalla medicina all’imprenditoria, dalla scienza allo spettacolo — condotto anche quest’anno da Amedeo Goria (Rai) e Alga Madia (Teleuniverso), con l’intrattenimento musicale di Daniela Martani e Cristiano Giunti e l’attesa consegna del Premio speciale “People della provincia di Latina”.

Ma la chiacchierata informale prima delle telecamere si è trasformata in un racconto intimo e profondo, rimasto per un pò nel cassetto e che oggi pubblichiamo con una video intervista esclusiva.
Dagli anni ’90 della notte al cinema: la storia di un protagonista
La mia conoscenza con Virginio affonda le radici nell’infanzia, quando il sabato andavo a cena , con i miei genitori e i loro amici , nei ristoranti della città tra cui immancabilmente la pizzeria Felix dei proprietari Umberto e Peppe, suoi amici fraterni.
Tra i tavoli passava sempre lui, questa figura quasi mistica del mondo notturno: elegante, carismatico, pronto a salutare molti dei clienti presenti , passando velocemente tra i tavoli , con quel suo fare inconfondibile e con la battuta sempre pronta.
Con la nascita della discoteca Felix, Virginio ha ridefinito il concetto di intrattenimento a Latina
Mentre attorno nascevano e sparivano locali dedicati a un singolo genere — tra club di sola musica techno destinati a un target specifico e le classiche balere —, il suo locale “house”, disco music , divenne un’istituzione senza pari, in linea con i grandi e rinomati ambienti di Roma e della riviera romagnola.
Virginio fu tra i primissimi a proporre il modello del multilocale d’avanguardia, creando all’interno della stessa discoteca un piano bar del tutto autonomo, elegante e in pieno stile della “Milano da bere” che fu.
Un club ambito, fortemente selezionato e per due terzi frequentato da un pubblico diviso tra chi era inserito nella lista preparata dai PR del momento e coloro che erano in possesso di una vip card, dove l’accesso era una vera conquista.
Negli anni da adolescente e poi da adulto, prima da cliente e poi come PR, tra i tanti che hanno condiviso quell’esperienza, ho conosciuto il Virginio imprenditore: un “Pippo Baudo pontino”, lungimirante, che non si è mai presentato come un semplice benefattore del divertimento, ma come un professionista rigoroso.
Un uomo astemio e distante da qualsiasi eccesso, eppure più vitale di chiunque altro, capace di rigenerarsi e sperimentare continuamente tra il ruolo di talent scout e quello di produttore cinematografico. Un vincente sempre sicuro di sé, fiero, al limite di una sottile e consapevole arroganza: «L’ho fatto io, l’ho scoperta io, sono stato il primo».
Un attimo di pudore: la sensibilità oltre il successo
Ritrovarlo negli studi della nostra redazione, dopo tempo che non ci vedevamo, è stato un tuffo nei ricordi. «Prima di accendere le telecamere, l’abbraccio è stato spontaneo, accompagnato dal suo classico rimprovero, affettuoso e pungente, sul mio essermi trasformato in un “pensionato della movida” ormai lontano dalla vita notturna e dalla musica. Poi, un momento condiviso con gli occhi lucidi nel ricordo di due donne che ci guardano dal cielo, riflettendo su quanto la vita sappia essere straordinariamente bella e spietatamente dura allo stesso tempo.»
Quando le luci si sono accese e le domande sono diventate più intime, l’icona della notte ha lasciato il posto a un Virginio inedito, imbarazzato e persino timido.
La solita battuta pronta ha ceduto il passo a una sensibilità disarmante e a un’emozione trattenuta a stento: il pensiero di un lungo percorso che, dopo quasi cinquant’anni, lo vede ancora protagonista assoluto del settore, unito alla consapevolezza romantica e inevitabile di ciò che il lavoro incessante per vincere porta a sacrificare lungo la strada.
Davanti ai figli ormai grandi ci si rende conto del valore del tempo, quel tempo che oggi Virginio cerca di recuperare e vivere appieno accanto alle sue adorate figlie.
L’invito in Piazza del Popolo
È proprio da questa rinnovata carica umana e passione incrollabile che prende forza la nuova edizione dell’evento simbolo della nostra città.
«Invito tutti i cittadini a partecipare all’appuntamento del 13 settembre – dichiara il Sindaco di Latina, Matilde Celentano –. È un evento che vuole dare risalto alle eccellenze del nostro territorio, con l’obiettivo di riconoscere e valorizzare il talento in tutte le sue forme».
La 32ª Notte dei Gatti non è soltanto uno spettacolo, ma una dichiarazione d’amore verso la nostra terra. Un invito a fermarsi, guardarsi intorno e celebrare ciò che di bello e straordinario nasce proprio accanto a noi.
Guarda la video intervista ad abiti tagliati e inediti a Virginio Moro !
A cura di Giuseppe Di Sangiuliano.


