Olio Evo, la scienza che fa bene alla salute e al territorio

Claudia Mastracco
OLIO EVO, UN POTENTE ALLEATO PER LA SALUTE

C’è un filo sottile, ma resistente, che unisce la tradizione agricola pontina alle più avanzate ricerche biomediche: l’olio extravergine di oliva. Un prodotto che, per i consumatori, è spesso sinonimo di gusto e qualità a tavola, ma che la scienza continua a rivelare come un prezioso alleato della salute.

Venerdì 26 settembre, nella sala conferenze del Circolo cittadino di Latina, la comunità avrà l’occasione di conoscere da vicino i risultati di anni di studi condotti dall’Università “La Sapienza” – Polo Pontino, in collaborazione con il Capol (Centro assaggiatori produzioni olivicole di Latina), la LILT e, più recentemente, l’Istituto Superiore di Sanità. Un percorso cominciato nel 2006, nato dall’intuizione di ricercare nelle sostanze contenute nell’olio Evo – in particolare nei polifenoli – proprietà in grado di contrastare lo sviluppo di cellule tumorali. Un’intuizione che non è rimasta sulla carta, ma che ha trovato conferma in pubblicazioni internazionali e nel riconoscimento di una comunità scientifica che, troppo spesso, in Italia viene ascoltata solo a metà.

Quella di venerdì non sarà dunque soltanto una “giornata di formazione”, ma un momento di restituzione collettiva: la scienza che si mette al servizio dei cittadini, i cittadini che possono finalmente comprendere che dietro a una notizia scientifica ci sono anni di ricerche rigorose, investimenti, collaborazioni tra istituzioni, enti locali e mondo produttivo. Non slogan sensazionalistici, ma dati. Non promesse effimere, ma risultati concreti.

Il programma dell’incontro, che vedrà intervenire i ricercatori protagonisti di questo lungo lavoro – Eugenio Lendaro, Luciana Mosca e Laura Bracci – si inserisce in un orizzonte più ampio: quello di un territorio che può trovare, nell’olio Evo, non solo un’eccellenza agricola, ma anche un ponte tra economia, cultura e salute pubblica.

E forse è proprio questa la lezione più preziosa: il benessere non nasce mai da un singolo fattore, ma dall’incontro di più energie. In questo caso, la dedizione di chi coltiva gli ulivi, la competenza di chi studia nelle università, il sostegno delle istituzioni e la curiosità di una comunità che vuole essere informata.

In un tempo in cui l’informazione scientifica viene spesso piegata a logiche sensazionalistiche, appuntamenti come questo ricordano che la vera innovazione si costruisce con pazienza, rigore e condivisione. E che un filo d’olio, a volte, può legare molto più di quanto immaginiamo.

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