1951, l’anno dell’alluvione del Polesine e dell’apertura ufficiale della Chiesa del Villaggio

Il ricordo di “Grazie dei fior” di Nilla Pizzi e di due fabbri della futura Latina Scalo specializzati nel costruire sifoni per l’irrigazione.

Periodo  da ricordare questo! Si registra l’alluvione del Polesine con morti e danni irreparabili. Le cattive condizioni atmosferiche, soprattutto nell’Italia del Nord, segnarono la vita di molte famiglie. Un po’ come stava succedendo a novembre, in questo autunno 2024, nelle zone disastrate della Toscana. Ecco, però,  in sintesi cosa successe nel 1951. L’11 Gennaio  in Italia entra in Vigore la riforma finanziaria che prende il nome dal suo promotore: Vanoni. Con questa legge, tra le altre cose, si introduce l’obbligo della dichiarazione annuale dei redditi.
A febbraio l’Onu dichiara la Cina “paese aggressore” nei confronti della Corea. Il fatto più eclatante della primavera italica è la nascita del Partito Socialista Democratico Italiano. Mentre Seul viene liberata dalle truppe americane. A Parigi nasce la Comunità Europea Carbone e Acciaio (Ceca). L’Onu condanna Israele per  l’attacco alla Siria. A giugno viene beatificato Pio X.  A Luglio Josè Florian Gonzales trionfa, su Ferrari, nel secondo Gp di Silvestone di F1.  In Belgio Leopoldo III abdica a favore del figlio Baldovino mentre in Giordania viene assassinato re Abdullah I. Ad ottobre il Tribunale militare di Bologna condanna all’ergastolo il maggiore Walter Reder per l’eccidio di Marzabotto. Ma il fatto più importante è il censimento in Italia. Ecco i risultati: 48 milioni di abitanti, le donne superano gli uomini. Il 12,9% sono analfabeti. La popolazione attiva è di quasi venti milioni di presenze, il 42% lavora nell’agricoltura, il 32% nell’industria  il 26% nel terziario. Poi nessun evento di grande caratura ma iniziano i grandi preparativi per un Natale finalmente ritrovato.   
E nel Villaggio? Ancora grandi cose. Finalmente la Chiesa, riconosciuta ufficialmente il 21 Maggio, è piena di fedeli. Ci si sposa, si battezza  e la popolazione inizia a organizzare le prime forme di aggregazione anche con l’aiuto della musica: al pianoforte il Maestro Raffele Manauzzi con voce del tenore Antonio Finocchi.  Nei campi (dai Racconti di Nonna Stella), con le prime piogge, si registra un po’ di stasi ma è tempo di svinare (è S. Martino) e preparare la legna per forno e stufa, quella che si teneva in cucina e che era adoperata per ogni esigenza domestica. In Via della Sorgente grande lavoro per i due fabbri, i fratelli Berto e Arturo De Angelis che, complice la messa in opera di alcuni canali di irrigazione, erano sempre più intenti a costruire sifoni che sarebbero poi serviti in primavera per l’irrigazione dei campi.
 Ed eccoci alla musica. Il Festival di San Remo, il primo in assoluto, trasmesso in diretta dalla”aradio” ebbe un grosso successo. Molte furono le canzoni, ma pochi gli interpreti invitati. Ecco alcuni brani storici:  Al Mercato di Pizzighettone: cantata da Achille Togliani, Eco tra gli alberi: di Nilla Pizzi, Ho pianto una sola volta: ancora Nilla Pizzi, La cicogna distratta: del Duo Fasano ma il top fu Grazie dei fior, che ancora oggi resta un grande successo, cantata sempre da Nilla Pizzi. Proprio questa canzone vinse il Festival.