Il Lazio guida la crescita dell’export

Marina Gargiulo
Il Lazio guida la crescita dell’export

📊 Economia & Sviluppo | di Marina Gargiulo

Nei primi mesi del 2026 l’economia del Lazio mostra segnali di consolidamento, con un Prodotto Interno Lordo previsto in crescita dello 0,6%. Un dato che, seppur contenuto, assume un valore significativo in un contesto internazionale ancora caratterizzato da instabilità e rallentamenti commerciali.

A trainare l’economia regionale sono soprattutto le esportazioni, che vedono il Lazio posizionarsi al primo posto in Italia per incremento delle vendite verso i Paesi esteri tra il 2024 e il primo semestre del 2025. Secondo i dati Istat, il contributo principale arriva dal comparto farmaceutico, chimico-medicinale e botanico, settore che continua a rappresentare una delle eccellenze industriali regionali.

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Accanto alla farmaceutica, crescono anche metallurgia, agroalimentare e tecnologia, comparti che insieme contribuiscono a rafforzare la competitività del sistema produttivo laziale sui mercati internazionali.

Investimenti e nuove traiettorie di sviluppo

Il biennio 2025-2026 prevede oltre un miliardo di euro di investimenti destinati al territorio regionale, segnale di fiducia nella capacità del Lazio di attrarre capitali e sostenere processi di innovazione.

Particolarmente rilevante è il ruolo della Blue Economy, settore in forte espansione che colloca il Lazio al primo posto nazionale per numero di imprese attive. Oggi si contano oltre 34.000 aziende e circa 148.000 occupati, con un valore aggiunto superiore agli 8 miliardi di euro.

La Regione ha inoltre destinato circa 35 milioni di euro alla riqualificazione dei litorali, allo sviluppo sostenibile e alla riduzione delle plastiche marine, confermando una strategia economica sempre più orientata alla sostenibilità ambientale.

Latina, motore produttivo tra farmaceutica e agroalimentare

All’interno di questo scenario positivo, la Provincia di Latina si distingue per il contributo all’export regionale, in particolare nei comparti farmaceutico e agroalimentare.

Il territorio conta circa 9.500 aziende agricole e oltre 23.000 addetti, con un distretto agroalimentare che ha raggiunto 210 milioni di euro di esportazioni (+2,7%). La Germania rappresenta il principale mercato di riferimento, seguita da Polonia, Francia e Paesi Bassi.

La qualità delle produzioni resta un elemento strategico: nel Lazio si registrano 65 prodotti certificati DOP e IGP, di cui 29 nel comparto alimentare e 36 vitivinicoli, per un valore economico complessivo superiore ai 138 milioni di euro.

Alcune filiere esprimono una specializzazione nazionale significativa :

  • l’oliva da tavola, con 4.000 ettari, raggiunge l’11% della produzione italiana.
  • il kiwi, con circa 10.000 ettari coltivati, rappresenta il 35% della produzione italiana;
  • la nocciola, con 25.000 ettari, copre il 28% del totale nazionale;

Resilienza e competitività in uno scenario complesso

I dati confermano un sistema imprenditoriale capace di reagire alle fluttuazioni del mercato globale attraverso innovazione, diversificazione e apertura internazionale.

Il dinamismo economico del Lazio non è soltanto numerico, ma strutturale: nasce dall’integrazione tra industria avanzata, agricoltura di qualità e nuove economie sostenibili.

In un contesto economico europeo ancora incerto, la regione dimostra dunque resilienza, competitività e una vivacità imprenditoriale concreta, elementi che rappresentano la base per uno sviluppo duraturo e sempre più orientato all’export e all’innovazione.

redazione@diariopontino.it