La Giunta comunale approva il sostegno alla candidatura. Le due città unite da storia, formazione, cultura e da una comune idea di sviluppo del Lazio meridionale.
Gaeta si schiera ufficialmente al fianco di Cassino nella corsa a Capitale Italiana della Cultura 2029. La Giunta comunale, presieduta dal sindaco Cristian Leccese, ha infatti approvato, con la deliberazione n. 187 del 6 agosto 2026, il pieno e formale sostegno della città alla candidatura cassinate.
Una scelta che va oltre il semplice atto istituzionale e che punta a rafforzare una visione territoriale capace di superare i confini amministrativi delle province di Latina e Frosinone. Gaeta e Cassino, infatti, condividono da tempo rapporti di collaborazione e legami culturali, economici e sociali che contribuiscono a delineare un unico sistema territoriale del Lazio meridionale.
Il progetto elaborato da Cassino per la candidatura si sviluppa intorno a una visione strategica che mette insieme storia, cultura, innovazione, formazione e sviluppo e che trova la propria forza narrativa in tre importanti ricorrenze.
La prima è il 1500° anniversario della fondazione dell’Abbazia di Montecassino, luogo simbolo della civiltà e della cultura europea. La seconda riguarda il 40° anniversario dell’inaugurazione dello stabilimento industriale automotive, testimonianza della trasformazione produttiva e industriale del territorio. La terza è il 50° anniversario della nascita dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, oggi uno dei principali motori culturali e formativi dell’area.

Ed è proprio l’Università a rappresentare uno dei collegamenti più concreti tra Cassino e Gaeta.
Da anni, infatti, l’Ateneo cassinate è presente nella città del Golfo attraverso la gestione e valorizzazione del Castello Angioino, prestigioso complesso storico diventato sede di attività didattiche, scientifiche e culturali. Un presidio che mette idealmente in comunicazione due dimensioni apparentemente diverse ma profondamente complementari: il mare e la costa di Gaeta con l’entroterra e la storia di Cassino.
Un rapporto che potrebbe trovare nella candidatura a Capitale Italiana della Cultura un’ulteriore occasione di crescita e di progettazione condivisa.
«Sostenere con entusiasmo la candidatura di Cassino a Capitale Italiana della Cultura 2029 significa credere fermamente nel valore della rete e della collaborazione istituzionale», ha dichiarato il sindaco di Gaeta, Cristian Leccese.
Il primo cittadino ha sottolineato come i rapporti tra le due città siano «profondi vincoli di amicizia e un’appartenenza identitaria allo stesso comprensorio, che supera di gran lunga i rigidi confini provinciali», ricordando come Gaeta e Cassino siano «territori fratelli che dialogano quotidianamente attraverso la storia, l’economia, il turismo e la formazione».
Un riferimento particolare è stato dedicato proprio alla presenza dell’Università di Cassino a Gaeta e al ruolo del Castello Angioino, definito dal sindaco «un polo dinamico di studio e cultura per tanti giovani».
La candidatura, dunque, assume una dimensione che potrebbe andare ben oltre Cassino. Se il progetto riuscirà a conquistare il titolo per il 2029, la sfida sarà infatti quella di trasformare l’opportunità in un progetto territoriale condiviso, capace di valorizzare le diverse identità del Lazio meridionale mettendole in rete.
Ed è questa la prospettiva sulla quale Gaeta sembra voler puntare: non una competizione tra territori, ma una candidatura capace di costruire relazioni, valorizzare patrimoni diversi e rafforzare una comunità territoriale che spesso i confini amministrativi dividono soltanto sulla carta.
«Questa candidatura costituisce un’opportunità straordinaria di rilancio e promozione non soltanto per la città di Cassino, ma per l’intero sistema territoriale del Lazio meridionale», ha concluso Leccese, confermando il sostegno convinto di Gaeta al percorso verso il 2029.
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