Si dice da sempre, con quella spocchia un po’ stantia da bar di paese o da bilancio d’esercizio, che «con la cultura non si mangia».
Frase banale, pigra, usata come alibi perfetto per giustificare l’anestesia generale di chi ha smesso di pensare. Ma la verità è un’altra: la cultura non deve sfamare la pancia, deve affamare la testa. Deve provocare, deve infastidire, deve costringerti a fermarti mentre tutti gli altri corrono a caccia dell’ennesimo algoritmo.
Spesso ci si accontenta dei grandi numeri, dei “sold out” da passerella, dei like facili e di quella cultura masticata e sputata a favore di fotocamera. Eppure, fortunatamente, a Latina c’è qualcuno – non il primo e non l’unico – che ha deciso di fare una scommessa sfrontata. Quasi controtendenza, ai limiti dell’incoscienza.
Nasce così DIVULG’ARTE – Il Giovedì dell’Arte, il nuovo progetto ideato e curato da Marianna Scuderi per OmniArt Open Gallery, all’interno del percorso Immersi nell’Arte 2026-2027. Un appuntamento al mese per incontrare gli artisti, conoscere le tecniche, capire il lavoro che c’è dietro un’opera. Una scelta culturale che merita di essere raccontata, sostenuta e condivisa.
Ci sono iniziative che vanno raccontate ancora prima di sapere quale sarà la risposta del pubblico. Non perché il pubblico non conti. Al contrario. Ma perché il primo successo di un progetto culturale sta nella scelta di farlo nascere, nella volontà di mettere tempo, competenze, passione e idee a disposizione di una comunità.
DIVULG’ARTE parte da Latina e prova a fare una cosa tanto semplice quanto rivoluzionaria: avvicinare le persone all’arte non soltanto attraverso ciò che vedono, ma attraverso ciò che normalmente non vedono. Il gesto dell’artista. La tecnica. La ricerca. Gli strumenti. Gli errori. Le scelte. Il percorso che porta un’idea a diventare un’opera.
Il primo appuntamento è in programma giovedì 24 settembre alle 18:00 negli spazi di OmniArt Open Gallery, in via Legnano 65. Sarà dedicato a “Imparare a guardare – Dal Disegno al Chiaroscuro”, con l’artista Alberto Serarcangeli e l’intervento storico-artistico e critico di Roberta Sciarretta.


La domanda di partenza è apparentemente banale: come si guarda un’opera d’arte? Eppure contiene già una piccola rivoluzione. Siamo abituati a entrare in una mostra, osservare, magari apprezzare o no, e passare oltre.
DIVULG’ARTE prova invece a fermare quel passaggio. A chiedere perché quell’opera è fatta in quel modo. Come è stata costruita. Quale rapporto esiste tra luce e ombra, tra forma e spazio, tra tecnica e sensibilità. E soprattutto vuole permettere al pubblico di incontrare direttamente chi quell’opera l’ha realizzata. I circa novanta minuti di ogni appuntamento ruoteranno intorno a tre parole: Capire, Creare, Condividere.
Prima la lettura dell’opera e del tema, attraverso lo sguardo di Roberta Sciarretta. Poi la pratica, con l’artista ospite chiamato a raccontare il proprio percorso e a mostrare concretamente tecniche e strumenti. Infine il confronto con il pubblico.
Alberto Serarcangeli entrerà nel territorio del disegno tradizionale, mostrando l’utilizzo di grafite, carboncino e chiaroscuro, spiegando come la luce e l’ombra possano diventare strumenti per costruire volume e dare forma alla materia. Non sarà soltanto una conversazione sull’arte. Sarà un’esperienza dentro l’arte. Ed è una differenza tutt’altro che marginale.
Una galleria d’arte è per sua natura un luogo in cui si espongono opere. Ma può diventare anche un luogo in cui si produce e si diffonde conoscenza. È la scommessa che sembra voler fare OmniArt Open Gallery: un appuntamento al mese, artisti differenti, tecniche differenti, linguaggi differenti. Un percorso che nella stagione 2026-2027 proverà ad accompagnare il pubblico dalla pittura al disegno, dalla materia alle sperimentazioni contemporanee, raccontando non soltanto il risultato finale ma tutto quello che esiste prima.
Perché dietro un’opera non c’è soltanto un’opera. C’è una persona. C’è un mestiere. C’è una storia. C’è spesso una quantità enorme di studio e di lavoro che difficilmente arriva davanti agli occhi di chi osserva il risultato conclusivo. Raccontare tutto questo significa restituire dignità anche al lavoro dell’artista. E significa, contemporaneamente, dare al pubblico strumenti nuovi per comprendere ciò che ha davanti.
Viviamo in un tempo nel quale tutto sembra dover essere immediatamente misurato: quanti partecipanti, quante visualizzazioni, quanti like, quanta attenzione. Anche la cultura rischia di essere sottoposta alla stessa logica. Ma una nuova iniziativa culturale non dovrebbe essere giudicata soltanto dai numeri della sua prima serata. Il suo valore sta anche nell’idea che porta con sé.
DIVULG’ARTE nasce con l’ambizione di costruire una comunità culturale, di avvicinare cittadini, studenti, appassionati e semplici curiosi al mondo dell’arte. E allora il primo augurio da rivolgere a chi ha avuto questa idea non deve essere semplicemente quello di avere “tanta gente”. Se arriverà un pubblico numeroso sarà una gioia per tutti. Ma prima ancora dei numeri c’è una cosa che merita di essere riconosciuta: l’iniziativa esiste.
Qualcuno ha deciso di investire sulla cultura. Qualcuno ha deciso di aprire una porta. Qualcuno ha deciso che un’opera può essere non soltanto guardata, ma raccontata. E che l’artista può essere incontrato, ascoltato e visto mentre lavora .È già un buon punto di partenza.
Una città culturalmente viva non è soltanto quella in cui accadono grandi eventi. È quella in cui continuano a nascere idee. E DIVULG’ARTE è, prima di tutto, una nuova idea. Un’idea che prova a trasformare una galleria in un luogo d’incontro e l’arte in un’esperienza condivisa.
Per questa nuova avventura il nostro augurio è semplicemente: buon viaggio. Con la speranza che i Giovedì dell’Arte possano diventare appuntamenti capaci di lasciare qualcosa anche dopo che le porte della galleria si saranno chiuse.
Perché, in fondo, è proprio questo che dovrebbe fare la cultura.
A cura di Giuseppe Di Sangiuliano.


