La donna al centro delle nuove sfide nel mercato del lavoro

Marina Gargiulo

L’importanza della riduzione del  divario occupazionale di genere non è solo una
esigenza di eguaglianza ma anche un importante motore di sviluppo economico: il lavoro
delle donne è fondamentale per difendere le famiglie e i figli dal rischio di povertà.

Uno studio italiano analizza proprio le situazioni di povertà reddituale delle famiglie,
dimostrando come quelle monoreddito con figli minori appartengano alla tipologia
maggiormente investita da problemi di vulnerabilità. Il loro reddito pro-capite è inferiore al
30% a quello delle famiglie a doppio reddito. L’occupazione femminile genera ulteriore
lavoro:
le famiglie a doppio reddito consumano molti piu’ servizi.

Photo & Image Portfolio by Drazen Zigic / @drazenzigic

Per ogni 100 donne che entrano nel mercato del lavoro si possono creare fino a 15
posti aggiuntivi, nei settori per l’assistenza all’infanzia, assistenza agli anziani, per le
prestazioni dei bisogni domestici, per la ricreazione, ristorazione e così’ via.

Le maggiori prospettive di incremento occupazionale si concentrano proprio nei servizi, a differenza di
quelli che nel mondo globalizzato vengono trasferiti lontano dal territorio. Quelli alle
famiglie, invece, hanno il grande vantaggio che devono essere “prodotti” vicino a coloro
che ne usufruiscono.

E’ noto che il reddito di un paese e le sue dinamiche di sviluppo sono strettamente
collegate al suo tasso di disoccupazione. Il primo elementare nesso tra donne e crescita è
proprio questo: una maggiore presenza femminile nel mercato del lavoro significa piu’
occupati e dunque maggior PIL (prodotto interno lordo).

Lo spreco delle risorse femminili  caratterizza pertanto i paesi in declino. Purtroppo i tassi
di natalità e di occupazione femminile in Italia sono ancora tra i piu’ bassi in Europa.
Diventare madre costringe spesso a dover scegliere tra lavoro e cura dei figli,  poiché
sono pochi i servizi di sostegno alle famiglie, sono ancora pochi gli orari flessibili e
soprattutto l’organizzazione delle aziende è poco propensa ad andare incontro alle
esigenze delle famiglie. 

 Siamo purtroppo di fronte a un sistema di welfare inadeguato
quando invece bisognerebbe collocare la donna al centro delle nuove sfide nel
mercato del lavoro.

redazione@diariopontino.it

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