L’umano al centro del cammino diocesano: il Vescovo Mariano Crociata presenta la nuova Lettera Pastorale

Giuseppe Di Sangiuliano
Monsignor Mariano Crociata

Il confronto con l’umanità di Gesù è la nostra forza, il nostro coraggio, la nostra consolazione.

Nei giorni scorsi, durante l’Assemblea Pastorale diocesana, il Vescovo di Latina, Mons. Mariano Crociata, ha consegnato la Lettera Pastorale 2026/2027 dal titolo «…per la gioia che è venuto al mondo un uomo» – Essere, diventare, rimanere umani.

Quello con la lettera pastorale del Vescovo è un appuntamento ormai consolidato nel cammino della nostra diocesi, ma che in questo momento storico assume un significato ed una portata del tutto particolari. È stato un momento di riflessione e di confronto “diverso” per l’intera comunità: un messaggio che nasce da una vera e propria chiamata interiore, dalla necessità avvertita dal Vescovo di “commentare” e approfondire ciò che già il Magistero – a partire dall’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV – ha posto con forza all’attenzione della Chiesa e del mondo.

Editrice Shalom https://www.editriceshalom.com/blogs/shalom-blog/magnifica-humanitas-papa-leone-xiv?srsltid=AU7gw4UiJThKTV94FgG_LtlWOOHBbAX1_cJZBiAufKeZJd5YOoG5omfa

Una riflessione che interpella tutti: oltre la sola sfera religiosa

Ci si aspetterebbe che una lettera pastorale si occupi prevalentemente di temi spirituali o strettamente ecclesiastici. È lo stesso Mons. Crociata a spiegare perché abbia avvertito l’urgenza di rimettere al centro “l’umano”:

«Se lo facciamo è per due ragioni. La prima, secondo cui in realtà la fede cristiana e l’esperienza ecclesiale toccano la condizione umana per darle attuazione e pienezza; la seconda, perché viene sempre più in evidenza un senso di timore, e in alcuni casi una sorta di allarme, per la deriva che sembra prendere la nostra umanità, sia nel grande mondo delle guerre e dei disastri ambientali, sia nel piccolo delle fatiche e dei drammi quotidiani.»

La riflessione del Vescovo – che affonda le sue radici nel mistero dell’Incarnazione – parte dall’evento della nascita per ricordarci che se “la nascita biologica è un inizio, diventare umani è un processo”.

Un’eco personale: la condivisione di una chiamata al senso dell’umano

Nella Lettera Pastorale , ho percepito nelle parole di Mons. Crociata qualcosa di non rituale. In quel suo spingersi a “commentare” il messaggio del Papa e la condizione del nostro tempo, si è avvertito il valore di un appello accorato, rivolto in primis ai credenti e ai praticanti, ma in realtà esteso all’intera comunità civile.

Ascoltando il Vescovo, non ho potuto fare a meno di sentire una spinta profonda a interrogare la nostra stessa sensibilità umana. La nostra specie dovrebbe contraddinguersi per la capacità di cura, di empatia e di solidarietà; eppure le cronache quotidiane ci mettono costantemente di fronte a un vissuto che appare persino più crudele della catena animale: un crescendo di malvagità, violenza e indifferenza che sembra condurci verso la distruzione del pianeta e l’auto-estinzione umana. Ciò che spaventa di più è la tragica “normalità” con cui rischiamo di assuefarci a tutto questo.

Il Vescovo muove inevitabilmente dal principio cristiano, ma al di là del Dio che si prega, come si può rimanere inermi e distanti di fronte alla tristezza che egli esprime nell’avvertire il vuoto sempre più profondo che avvolge le anime?

Nel ripercorrere il testo della Lettera Pastorale, alcuni punti focali si imprimono con forza nella memoria e nella coscienza:

  1. L’inquietudine per la perdita di umanità: Il Vescovo evidenzia la deriva attuale: «Non possiamo non sentirci inquietati dalla perdita di umanità che sembra affliggere molti, come singoli e come collettività». Un allarme che tocca sia le grandi tragedie globali che i drammi individuali.
  2. La gioia e il travaglio del diventare umani: Riprendendo il passo evangelico (Gv 16,21) – «La donna, quando partorisce, è nel dolore… ma quando ha dato alla luce il bambino non si ricorda più della sofferenza per la gioia che è venuto al mondo un uomo» – il Vescovo sottolinea che essere umani è un dono originario, ma “diventare e rimanere umani” è una scelta di coscienza che dura tutta la vita.
  3. La sfida educativa e la responsabilità degli adulti: Mons. Crociata affronta il nodo del “calo demografico che conferisce all’Italia un triste primato in Europa”, individuandone le radici non solo nelle difficoltà economiche, ma nella paura del futuro, nella fragilità degli adulti e nella perdita del senso di comunità e di bene comune.
  4. Gesù, modello di umanità vera e libera: Per chi crede, ma anche per chiunque cerchi un punto di riferimento alto, “il confronto con l’umanità di Gesù è la nostra forza, il nostro coraggio, la nostra consolazione”. Un’umanità capace di scelte libere, consapevoli e controcorrente.

Questa Lettera Pastorale non vuole essere una definizione astratta, ma uno spazio aperto di ricerca e di speranza. Ci invita a non lasciarci anestetizzare dal cinismo, a ritrovare il coraggio di essere custodi gli uni degli altri e a riscoprire cosa significhi, davvero, vivere da esseri umani.

I lettori possono leggere la versione integrale della Lettera Pastorale 2026/2027, sul link https://diocesi.latina.it/

A cura di Giuseppe Di Sangiuliano.