L’UDC torna in Consiglio Regionale e si rafforza sul territorio.

Giuseppe Di Sangiuliano
UDC

Riconquistata la rappresentanza elettorale con il rientro di Neri e il rilancio a Latina. La coerenza dei valori contro il cosiddetto “mercato delle vacche”.

Dopo una fase di apparente stand-by – causata dal passaggio verso altri lidi di esponenti che , sebbene fossero stati votati ed eletti sotto il simbolo dello Scudocrociato – l’Unione di Centro (UDC) torna da protagonista assoluta sulla scena politica del Lazio e della Provincia di Latina. Dimostrando che la linea e i valori di sempre restano il punto di riferimento più solido e attrattivo per l’elettorato centrista: il consigliere Nazzareno Neri rientra nel gruppo UDC in Regione Lazio e in Provincia di Latina si accelera il tesseramento con la nomina dell’Avv. Ilaria Cavallin.

La spinta della Segreteria Nazionale, la pazienza di Braghetti e l’entusiasmo della Festa Nazionale

Dietro questa rinascita c’è un lavoro metodico e silenzioso da parte della Segreteria Nazionale guidata da Lorenzo Cesa, Antonio De Poli, Antonio Saccone ,Paola Binetti e Decio Terrana. A livello regionale, è la figura del Segretario dell’UDC Regino Braghetti che, con pazienza e visione, sta ricostruendo la vera “famiglia dell’UDC” nel Lazio: un’opera di ricucitura che riparte da coloro che con il partito hanno già condiviso tanta strada insieme, ma che spalanca contemporaneamente le porte a nuove energie territoriali.

Un percorso che ha trovato linfa vitalizzante nel rinnovato entusiasmo di dirigenti e militanti a seguito della Festa Nazionale del partito, tenutasi a Roma lo scorso 12 e 13 settembre. Un evento caratterizzato da una straordinaria partecipazione di popolo e dal riconoscimento – non certo scontato – da parte dei principali attori della politica nazionale e di governo, sintetizzato ed emblematicamente rappresentato dal caloroso videomessaggio inviato dalla Premier Giorgia Meloni.

Sul Link in bio l’intervento del Segretario Sen. Antonio De Poli https://www.facebook.com/reel/1883038269745334

Il segnale forte dalla Pisana e la ricandidatura di Rocca.

Il segnale politico più rilevante sul piano istituzionale arriva dalla Pisana. Il consigliere regionale Nazzareno Neri, finora capogruppo del Gruppo Misto in quota Noi Moderati, ha annunciato la sua uscita dal partito e il contestuale rientro nel gruppo consiliare dell’Unione di Centro (UDC), proprio la lista nelle cui fila era stato eletto dai cittadini.

Un ritorno a “casa” che riconsegna al partito la rappresentanza diretta in Consiglio Regionale ottenuta alle urne. «Si tratta di una scelta politica maturata con convinzione e senso di responsabilità istituzionale», ha dichiarato Neri. «Il ritorno nell’UDC rappresenta un passaggio coerente per consolidare l’area moderata, popolare e cattolica della coalizione di centrodestra, rafforzando la maggioranza guidata dal Presidente Francesco Rocca in vista anche delle regionali del 2028».

La ricostituzione del gruppo consiliare UDC acquista un peso e una rilevanza strategica ancora maggiore perché coincide con l’annuncio ufficiale del Governatore Francesco Rocca di volersi ricandidare alla guida del Lazio, blindando così l’asse con i moderati dello Scudocrociato per il futuro della Regione.

Il caso Latina: tra fallimenti altrui e la dignità della base.

Mentre l’UDC regionale cresce, il confronto sul territorio provinciale si fa inevitabile. E mentre nel capoluogo, a Latina, coloro che sono andati al governo della città dopo essere stati eletti proprio sotto l’insegna dello Scudocrociato – e poi con un “lampo opportunistico” sono passati a Noi Moderati – si trova oggi a fare i conti con la realtà: la stessa classe politica registra due fallimenti tanto evidenti quanto clamorosi.

Prima la gestione dell’Assessorato all’Ambiente, mal riuscita e fallimentare; poi la delega ai Servizi Sociali, finita dritta sotto la lente d’ingrandimento delle opposizioni con tanto di accesso agli atti. Ergo: un fallimento conclamato.

A dispetto di questo c.d. “mercato delle vacche” e delle rincorse alle prebende, la vera base dell’UDC si è rimessa in moto con umiltà, dignità e tanta voglia di dare un contributo pulito, nettamente e distintamente distante da certi metodi.

La scommessa su Aprilia: l’Avv. Cavallin e il lavoro di Pietro Fazio.

Di pari passo con la Regione, l’UDC fa registrare una fortissima ripartenza dell’attività politica nella provincia pontina. Per guidare questa stagione di radicamento, il Coordinatore Provinciale Ciro Palumbo ha conferito all’Avv. Ilaria Cavallin, già consigliera comunale di Aprilia, l’incarico di Vicecoordinatrice Provinciale, affidandole la delega al Tesseramento.

La figura dell’Avv. Cavallin – consigliera in una città come Aprilia, purtroppo oggi commissariata per le note vicende di infiltrazione criminale – rappresenta un investimento politico e morale di primissimo piano nella seconda città della provincia. Un chiaro segnale di quanto l’UDC tenga ad essere presente da protagonista alle prossime elezioni comunali di primavera ad Aprilia, ripartendo proprio dal coraggio dell’Avv. Cavallin e dal lavoro di ricostruzione portato avanti dal commissario cittadino Pietro Fazio.

«La nomina di Ilaria Cavallin rappresenta un passaggio fondamentale per la crescita dell’UDC in provincia», ha sottolineato Ciro Palumbo. «La sua affermata professionalità e i suoi valori sono una garanzia per chi cerca un riferimento moderato e concreto».

L’Avv. Cavallin ha accolto la sfida con determinazione: «Ripartiamo dal contatto diretto con i comuni pontini per riavvicinare i cittadini e i giovani alla buona politica, partendo dalla centralità della persona».

Nota d’autore: orgoglioso di essere stato messo “ai margini”.

Chi scrive questo articolo ha visto nascere e crescere l’UDC, vivendone da protagonista attivo e testimone oculare la vita politica sia a livello nazionale che territoriale. Ho partecipato in prima persona e assistito a quel momento – circa quattro anni fa – in cui il risultato elettorale e il consenso popolare conquistati con il sudore della gente si trasformarono in qualcosa che non ritengo affatto appartenere alla nobiltà del servizio politico.

Oggi, a distanza di tempo, di fronte allo spettacolo indecoroso di chi ha venduto simboli e storia per una poltrona, rivendico con orgoglio di essere stato messo ai margini di quel sistema. Semplicemente perché non ero (e non sono) “degno di loro”. Il tempo , però, galantuomo com’è, sta restituendo ad ognuno il proprio posto: da una parte le spregiudicate e ricercate carriere personali, dall’altra la rinascita della buona politica.

A cura di Giuseppe Di Sangiuliano.

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