Alla Sala Cambellotti la redenzione dell’Arte Contemporanea

La redenzione dell’Arte Contemporanea

Fabrizio Gargano e Alessandra Chicarella protagonisti di un dialogo tra memoria e visioni del presente.

Dal 1° febbraio 2026 il Foyer della Sala Cambellotti, all’interno del Palazzo del Governo di Latina, accoglie La redenzione dell’Arte Contemporanea, un progetto espositivo che mette in relazione il patrimonio storico del territorio con le più attuali ricerche artistiche. La mostra, curata da Fabio D’Achille e realizzata con il supporto della Provincia di Latina, si configura come un ponte simbolico tra passato e presente, tra identità storica e linguaggi del contemporaneo.

Il titolo dell’esposizione richiama idealmente La redenzione dell’Agro (1934) di Duilio Cambellotti, opera fondativa per la storia e l’immaginario della città, evocata non come semplice citazione ma come riferimento culturale e identitario. In questo dialogo ideale, l’arte contemporanea diventa strumento di rilettura del paesaggio, della trasformazione del territorio e della memoria collettiva, offrendo nuove chiavi di interpretazione del presente.

«La Sala Cambellotti si conferma un luogo simbolo della memoria artistica e civile del nostro territorio, ma anche uno spazio vivo, capace di accogliere e valorizzare le espressioni dell’arte contemporanea», dichiara il Presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli. «Questa mostra rappresenta un dialogo fertile tra radici e visioni, tra identità e futuro, offrendo alla comunità un’occasione preziosa di crescita culturale e di consapevolezza del proprio patrimonio».

Protagonisti dell’esposizione sono Alessandra Chicarella e Fabrizio Gargano, due artisti che, attraverso linguaggi differenti, rinnovano idealmente la lezione di Cambellotti raccontando territori, identità e visioni contemporanee.

Alessandra Chicarella presenta cArte nautiche, un percorso tra pittura e installazione che si sviluppa come una mappa concettuale per navigare in uno spazio cognitivo ed emotivo. Le coordinate geografiche si trasformano in coordinate interiori: il “punto nave” non è più certezza, ma possibilità. Mappe, rotte e segni diventano strumenti poetici per attraversare il vuoto e le tempeste interiori, in un immaginario in cui non esistono porti sicuri né fari a indicare la direzione. Resta il gesto del tracciare, del segnare un punto sulla carta, del perdersi nelle profondità di una costa ancora da scoprire. La navigazione antica diventa così metafora dell’esplorazione di sé, in un fluire continuo tra memoria, fantasia e racconto.

Fabrizio Gargano espone Storie di città. Fumetto_sketch 0773, una serie di disegni, quasi tutti realizzati dal vero, che ritraggono angoli urbani apparentemente anonimi. Palazzine, strade e scorci ordinari diventano luoghi carichi di significato quando un legame personale – un ricordo, un amore, un’assenza – li rende vivi. Il tratto dell’artista si fa fotografia emotiva, una sorta di polaroid capace di fissare su carta un istante destinato a non tornare. Nel suo dialogo ideale con Cambellotti, Gargano riconosce la forza di un segno straordinariamente moderno, la cui potenza espressiva continua a parlare anche al linguaggio dell’illustrazione e del fumetto contemporaneo.

A partire da domenica 1° febbraio sono previste visite guidate con turni alle ore 9:30, 10:30 e 11:30 presso la Sala Cambellotti. L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite, fino a esaurimento posti. La mostra è visitabile su prenotazione fino al 26 febbraio 2026, negli orari dell’Ente. Per informazioni è attivo anche il numero WhatsApp 393 3242424.

Dall’8 marzo la programmazione culturale proseguirà con la rassegna MAD Donna, dedicata a Simonetta Massironi e Alena Panchishin, confermando il ruolo del MAD – Museo d’Arte Diffusa e della Sala Cambellotti come punti di riferimento per la promozione dell’arte contemporanea a Latina e nel territorio provinciale.

La redenzione dell’Arte Contemporanea invita il pubblico a riscoprire il senso profondo del paesaggio e della comunità attraverso lo sguardo dell’arte: una redenzione non solo storica, ma anche culturale e creativa, capace di parlare al presente e di aprire nuove prospettive sul futuro.

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