Catenaccio e praticità, validi ingredienti per la salvezza del Latina

Mister Bruno ha badato al sodo regalando un successo vitale. Col Potenza, però, basterà il contropiede?

Boscaglia aveva perso la bussola e in società sono corsi ai ripari. Al suo posto non è arrivato il nuovo Guardiola ma un tecnico pratico e concreto, che oltre a trasmettere la giusta carica ad un gruppo allo sbando ha anche imposto il suo dictat: “Primo: non prenderle!”. Al cospetto di un Picerno sorpreso dalla solidità nerazzurra e messo al tappeto dallo svantaggio a freddo e dal rosso rimediato dal suo portiere, il Latina si è affidato al caro vecchio catenaccio e alle ripartenze, ingredienti di vecchio stampo ma sempre attuali ed efficaci, a tutti i livelli.
Il “Colonello” ha anche rispolverato la quantità in mezzo a tanti raffinati e fumosi palleggiatori, regalando una ribalta all’operaio Ciko e sfruttando la generosità di Ekuban, ragazzo dai piedi poco delicati ma dalla grande corsa. Con questi ingredienti l’undici pontino è risorto adeguandosi a dovere al periodo pasquale e raccogliendo tre punti decisivi per la rincorsa alla salvezza. Ora basterà un pareggio per festeggiare il traguardo, ma con il Potenza al Francioni non siamo certi che basterà asserragliarsi lì dietro. Bisognerà anche portare palla e possibilmente creare qualcosa, validi avversari permettendo e nonostante le assenze per infortuni e squalifiche. Resta un solo passo da compiere, insomma, ma sarà tutt’altro che una formalità. Anche perché mister Bruno ha i suoi argomenti ma non è il salvatore della Patria. E non è Guardiola.