“Che gioia alzare la Coppa Campioni”

Giovanni Luca Amodio

Il racconto del protagonista.

Non sono molti gli sportivi, di qualsiasi disciplina, della nostra provincia che possono vantare un successo nella più prestigiosa manifestazione europea: la Coppa dei Campioni.

Latina ha dato i natali a uno di loro, che quella coppa l’ha davvero toccata e sollevata al cielo.

Lo sport è il basket e il protagonista è Gianclaudio Pennacchia.

Classe 1953, il popolare “Giangio” ha dato lustro al basket pontino in oltre quarant’anni di attività, prima come giocatore e poi come allenatore. Fra cemento, parquet e panchine, ha collezionato successi in campo nazionale, portando il nome di Latina in tutta Italia. La sua storia parte dal pallone pressostatico del circolo cittadino, ed è legata alla meravigliosa epopea dell’AB Latina. I tifosi degli anni ’70 e ’80 recitavano a memoria: Odone, Pennacchia, Galeazzi, Berton e Vigna. Una filastrocca che, nel basket, riecheggiava come quella calcistica di Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin… la squadra del cuore di Giangio.

Dopo la brillante carriera da giocatore – con l’iconica canotta numero 11 – è iniziata la “fase due”: quella da coach. Il primo incarico fu con il minibasket femminile della Cestistica Latina. E subito arrivarono i risultati: nel 1988, a Castrocaro Terme, guidò le sue ragazze alla vittoria del titolo nazionale Allieve (65-64 contro le Stelle Marine Ostia).

Quella vittoria attirò l’attenzione del Cesena, che lo convinse a trasferirsi in Romagna. E lì iniziò una nuova serie di successi: nel 1989 titolo Cadette, nel 1990 doppietta Cadette e Juniores, nel 1991 bis con le Juniores.

La gloria più grande arrivò però nel biennio 1990/91: Paolo Rossi lo volle come assistente alla guida della Unicar Cesena. Nel 1990, Cesena vinse lo scudetto battendo Mariano Comense 3-2. L’anno dopo, a Barcellona, il trionfo in Coppa Campioni contro le svedesi dell’Arvika Basket (84-66): la coppa più ambita, finalmente alzata.

“Una gioia immensa. Ricordo tutto di quei giorni. Vincere competizioni così ripaga dei sacrifici di una vita” ha dichiarato Pennacchia, a 34 anni da quel trionfo.

Ma nella sua memoria ci sono anche le tante atlete allenate sin dai primi passi: “Ho avuto la fortuna di allenare ragazze dal talento straordinario. Novella Schiesaro, Pamela Ferrari e Antonella Petitti erano gemme rare. Le prime due hanno avuto carriere incredibili”.

E non sono mancati i successi con gli uomini: “Ricordo con piacere la stagione con la Cuomo Latina (oggi Benacquista): nel 1998 vincemmo il campionato di Serie C con 23 vittorie consecutive, riportando la squadra in Serie B”.

Una carriera lunga, appassionata e vincente, che rende orgogliosi lui e tutti quelli che l’hanno seguito: ovunque sia stato, Gianclaudio Pennacchia ha lasciato un segno indelebile.

A cura di #GianlucaAmodio

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