Collina dei Pini, il grido dei residenti: «Non chiediamo opere straordinarie, ma la normale amministrazione». E allora, è tutto normale?

Cristian Ciriaci
Collina dei Pini

Strade dissestate, tombini ostruiti, verde pubblico fuori controllo e rifiuti abbandonati. Da Giacomo Giovangrossi e Franco Catese arriva una segnalazione che descrive una situazione di crescente disagio in uno dei quartieri di Cisterna. Non una richiesta di grandi opere, ma di manutenzione, sicurezza e attenzione. E soprattutto di risposte.

Importante, nella denuncia dei residenti, è la situazione relativa alla raccolta delle acque piovane. Con l’arrivo della stagione delle precipitazioni, il timore è che l’accumulo di fango, foglie e detriti all’interno dei tombini e delle grate di scolo possa impedire il corretto deflusso dell’acqua.

Una criticità che, secondo Giovangrossi e Catese , sarebbe particolarmente evidente nei pressi della scuola dell’infanzia. In quell’area, i residenti segnalano tombini e griglie completamente ostruiti, anche in relazione ai recenti lavori presso il plesso scolastico e al passaggio dei mezzi pesanti utilizzati nel cantiere.

Nel comunicato viene descritto uno scenario già verificatosi in occasione delle piogge: l’acqua che non riesce a defluire, le strade che si trasformano in veri e propri corsi d’acqua, i marciapiedi allagati e le infiltrazioni che interesserebbero anche garage privati.

È una segnalazione che merita attenzione, soprattutto perché riguarda un’area frequentata quotidianamente da bambini e famiglie. La pulizia periodica delle caditoie e delle griglie di raccolta non dovrebbe essere considerata un intervento da programmare soltanto quando si presenta un’emergenza. La prevenzione, in questi casi, è parte integrante della manutenzione del territorio.

Verde pubblico, incroci e spazi comuni

Il terzo capitolo riguarda la gestione del verde. I residenti descrivono erba alta, vegetazione incolta e piante che necessiterebbero di potature. Una condizione che, oltre a incidere sul decoro, potrebbe compromettere la visibilità in prossimità degli incroci e rendere meno agevole il passaggio sui marciapiedi.

Nel documento si fa riferimento anche a possibili conseguenze sul piano igienico-sanitario, con la presenza di insetti e animali indesiderati e una generale riduzione della fruibilità degli spazi comuni, soprattutto per bambini e anziani.

A completare il quadro c’è la questione della pulizia: rifiuti abbandonati lungo le strade, cestini pubblici che si riempiono oltre misura e, secondo i firmatari, l’assenza di un servizio regolare di spazzamento manuale o meccanizzato.

Sono aspetti che, presi singolarmente, potrebbero sembrare piccoli problemi di quartiere. Ma quando si presentano contemporaneamente e si protraggono nel tempo, diventano il segnale di una difficoltà più ampia nella gestione e nella cura degli spazi pubblici.

Il passaggio forse più significativo del comunicato è quello nel quale Giovangrossi e Catese sintetizzano il senso della loro protesta:

«Non chiediamo opere straordinarie, ma la normale amministrazione. Paghiamo le tasse come tutti gli altri residenti di Cisterna, ma in cambio otteniamo solo indifferenza».

Parole che esprimono un sentimento di insoddisfazione e che pongono una questione precisa: il diritto a ricevere servizi adeguati non può dipendere dalla posizione geografica di un quartiere o dalla sua maggiore o minore visibilità.

I due cittadini chiedono un piano straordinario di bonifica, il ripristino delle strade e una manutenzione urgente e costante del verde, dei tombini e delle grate in prossimità della scuola dell’infanzia. Ma non si fermano alla richiesta di interventi: sollecitano anche un sopralluogo da parte dei responsabili dell’amministrazione comunale e un cronoprogramma certo, affinché alle segnalazioni possano seguire tempi e azioni verificabili.

Ma è davvero normale tutto questo?

Da cittadino di Cisterna, prima ancora che da osservatore di queste vicende, credo che la domanda posta dai residenti di Collina dei Pini meriti di essere raccolta e rilanciata.

È normale che un quartiere debba convivere con strade dissestate, tombini ostruiti, vegetazione incontrollata e problemi di pulizia? È normale che la preoccupazione per le piogge si accompagni al timore di allagamenti proprio nei pressi di una scuola dell’infanzia? Ed è normale che i cittadini debbano arrivare a formalizzare una denuncia pubblica per richiamare l’attenzione su interventi che rientrano nella gestione ordinaria di una città?

Non stiamo parlando, almeno sulla base delle richieste avanzate dai residenti, di grandi progetti di riqualificazione, di opere faraoniche o di promesse elettorali. Stiamo parlando di strade percorribili, caditoie pulite, verde curato e spazi pubblici decorosi. In altre parole, di condizioni minime per vivere dignitosamente il proprio quartiere.

Cisterna è fatta di centro, borghi, periferie e quartieri residenziali. Ogni zona ha le proprie caratteristiche e le proprie esigenze, ma tutte appartengono alla stessa comunità cittadina e tutte meritano attenzione. La qualità della vita non può essere misurata soltanto attraverso le opere più visibili o gli interventi di maggiore impatto: passa anche dalla cura quotidiana di ciò che i cittadini utilizzano ogni giorno.

La segnalazione di Giacomo Giovangrossi e Franco Catese , naturalmente, merita le necessarie verifiche e un riscontro da parte degli uffici e dell’amministrazione comunale. Proprio per questo sarebbe importante un sopralluogo capace di accertare le condizioni denunciate e individuare le priorità.

Perché, alla fine, la richiesta è semplice: non privilegi, ma attenzione; non annunci, ma manutenzione; non promesse, ma risposte.

E allora la domanda resta, senza bisogno di aggiungere altro: a Collina dei Pini, tutto questo può davvero essere considerato normale?

A cura di Cristian Ciriaci.