Dai semplici adempimenti al Governo d’impresa: la visione di Sergio Santangelo

Marina Gargiulo
OLTRE IL BILANCIO: IL FUTURO DELLE IMPRESE SECONDO SERGIO SANTANGELO

Nella Rubrica “Economia & Sviluppo”, Marina Gargiulo incontra lo storico professionista di Latina. Un dialogo che esplora il passaggio cruciale dalla contabilità tradizionale alla guida strategica delle PMI.

In un contesto economico dove la complessità cresce più velocemente delle certezze, la figura del commercialista evolve. Non più solo “contabile”, ma vero e proprio architetto del governo d’impresa. Ne parliamo con il Dottor Sergio Santangelo, laureato in Economia e firma storica della consulenza a Latina, che ha trasformato il suo percorso professionale in una missione: affiancare gli imprenditori nelle scelte che determinano il futuro.

Dottor Santangelo, il suo percorso nasce dalla consulenza tradizionale. Come si è evoluto nel tempo?

“Ho iniziato, come molti colleghi, dalla consulenza fiscale e societaria. Tuttavia, è stato il rapporto quotidiano e diretto con l’imprenditore a fare la differenza. Vivere le dinamiche delle Piccole e Medie Imprese mi ha permesso di capire che i numeri, da soli, raccontano solo una parte della storia. La vera sfida non è registrare ciò che è accaduto, ma prevedere ciò che accadrà.”

Qual è stato il punto di svolta che l’ha portata a superare la logica della semplice “compliance”?

“La consapevolezza che l’adempimento burocratico, per quanto necessario, non protegge né l’azienda né l’imprenditore dai rischi del mercato. Il vero ‘salto’ avviene quando si passa dal fare adempimenti al governare la complessità. Bisogna saper interpretare i segnali deboli, agendo come un ponte tra i dati freddi del bilancio e la realtà pulsante delle persone e del business.”

Nel concreto, cosa significa oggi “lavorare con l’impresa” anziché “sull’impresa”? “Significa essere un facilitatore decisionale. Spesso l’imprenditore è solo di fronte a numeri che non tornano o a scelte difficili. Io non mi occupo solo di bilanci; mi occupo di responsabilità. Aiuto chi guida l’azienda a non subirla, a gestire il rapporto con le banche quando diventa teso e a ritrovare il controllo quando la complessità sembra travolgere tutto. Non porto formule magiche, ma chiarezza.”

Lei parla spesso di resilienza e prevenzione. La crisi si può evitare?

“La vera crisi non è quasi mai un fulmine a ciel sereno. Arriva quando si smette di guardare avanti. Bisogna saper leggere i segnali prima che diventino problemi strutturali. Costruire un’azienda resiliente significa prepararla ai cambiamenti del contesto prima che questi diventino emergenze. Bisogna agire prima che la crisi diventi irreversibile.”

Se dovesse riassumere la sua filosofia professionale in un messaggio agli imprenditori locali?

“Dico sempre: ‘Guardiamo insieme dove stai andando. E decidiamo prima’. La tempestività della scelta è il vero valore aggiunto della consulenza moderna.”

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