Il Caffè Poeta è tornato. E con lui, un pezzo di cuore di Latina

Giuseppe Di Sangiuliano

Il nove Aprile , in Piazza del Popolo non è stata solo la data dell’inaugurazione di un locale. È stato qualcosa di più profondo, quasi simbolico.

Per chi, come me, è nato e cresciuto in questa città, vedere di nuovo illuminate quelle vetrine storiche è stato come assistere alla guarigione di una ferita aperta da troppo tempo. Il bar più centrale di Latina, storia viva di molte generazioni , era rimasto chiuso troppo a lungo. Era diventato il simbolo silenzioso di un centro che faticava a ritrovare il suo respiro. Ieri, finalmente, ha ripreso a respirare.

E lo ha fatto grazie a Luca Targa.

Conosco Luca dai tempi delle scuole superiori e per questo, oggi, non posso nascondere di scrivere queste righe con un affetto particolare e con una gioia doppia: la gioia di vedere rinascere uno dei luoghi simbolo della nostra città e la gioia di sapere che a farlo rinascere è stato proprio lui, un latinense doc, figlio di questa terra, frutto di quella generazione di donne e uomini che hanno acceso un lume di vita nei borghi che abbracciano e proteggono il cuore di Latina.

Ci stiamo avvicinando al centenario della nostra città. E proprio in questo periodo così carico di memoria e di futuro, Luca ha scelto di mettersi in gioco in un’avventura completamente nuova per lui. Dopo 55 anni di una vita professionale pianificata, rigorosa e di grande valore, ha deciso di intraprendere una strada diversa: aprire un bar letterario. Un gesto coraggioso, quasi poetico.

Ha risposto alla sfida lanciata dall’ Amministrazione comunale, che ha deciso di affidare a un privato la gestione di uno spazio pubblico così rappresentativo, chiedendo in cambio non solo un esercizio commerciale, ma un progetto culturale vivo, aperto alla città.

E mentre qualcuno sognava uno spettacolo hollywoodiano — piazze piene di migliaia di persone, eventi eclatanti, show e riflettori puntati — senza preoccuparsi del fatto che le norme debbano valere ugualmente per tutti, Luca non ha fatto fuochi d’artificio, non ha cercato show né riflettori.

È arrivato con la sua squadra, con umiltà e serietà, e con la determinazione di chi sa che, per fare le cose bene, bisogna prima di tutto rispettarle. Ha scelto di onorare fino in fondo lo spirito di chi, tanti anni fa, arrivò qui da lontano per trasformare il fango in terra fertile.

Ha investito tempo, risorse e impegno in un settore che non aveva mai affrontato prima, accettando tutte le condizioni previste dal bando, compresa una programmazione culturale strutturata.

La nuova gestione è affidata alla Green Model, la società di Luca Targa che si è aggiudicata il bando nel Gennaio 2025 e l’organizzazione degli eventi culturali è curata dalla coordinatrice , Ottavia Vigliarolo. Il locale è stato completamente rinnovato, ma con profondo rispetto della sua storia. Gli architetti Fabio Gnessi e Umberto De Zardo hanno reinterpretato gli spazi con un linguaggio che dialoga tra memoria e contemporaneità: il razionalismo di Latina rivisitato con rigore geometrico e leggerezza, travertino, boiserie, archi e dettagli che riportano dentro il locale l’anima della nostra città.

La comunicazione è stata curata da Factory M, che ha saputo dare un’identità visiva elegante e contemporanea. La sostenibilità non è un vezzo: è un principio fondante. Materiali a basso impatto, riduzione degli sprechi, materie prime locali, prodotti di stagione, antiche ricette del territorio. Un bistrot letterario che sarà aperto tutto il giorno, tutti i giorni, con una cucina attiva e una programmazione culturale strutturata.

Luca stesso ha dichiarato alla stampa:

«Abbiamo cercato di contestualizzare dal punto di vista architettonico la struttura alla città. Abbiamo ricreato all’interno del locale dei particolari che richiamano proprio Latina: l’Intendenza di Finanza nella libreria, gli archi di piazza del Quadrato, il profilo del bancone che richiama la fontana di piazza della Libertà. Abbiamo ricostruito una piccola Latina all’interno del bar Poeta.»

E ancora:

«Vogliamo fare un caffè letterario, un locale green al 100%. Il nostro obiettivo era quello di rispettare le regole dell’economia sostenibile e creare un luogo dove il piacere di una tazza di caffè si intrecci con la bellezza delle parole e della musica. Pensiamo di esserci riusciti.»

Ieri, all’inaugurazione, c’erano tante figure istituzionali e una folla di cittadini e il Sindaco Matilde Celentano ha ricordato il valore simbolico di questo ritorno.

E io, guardando Luca, ho visto l’entusiasmo di chi ha scelto di non restare a guardare, ma di mettersi in gioco per la sua città.

Il Caffè Poeta non è più solo un bar. È diventato un Bistrot Letterario, una fucina di idee, un luogo di incontri, letture, dibattiti e condivisione. Un posto dove tutti possiamo partecipare e contribuire.

Ben tornato, Caffè Poeta. E benvenuto, Luca, in questa nuova avventura.

A cura di Giuseppe Di Sangiuliano