Latina, d’estate, si svuota. Le strade si fanno silenziose e la vita si sposta verso la costa, dove il mare diventa il vero palcoscenico . Ma c’è un luogo, nel cuore della città, che quest’estate ha tenuto accesa la luce della musica, trasformando la desolazione urbana in un’oasi di emozioni: il Garden di Aria.
Uno spazio suggestivo, elegante e curato nei dettagli: palme che danzano leggere al vento, un giardino che profuma d’estate, un angolo drink raffinato, un’area dinner che sa di convivialità autentica. E poi il palco: non rialzato, non distante, ma inserito nella scenografia stessa della serata, così vicino da rendere ogni spettatore parte integrante dello spettacolo.
Qui, tra un piatto servito con grazia e un brindisi sotto le stelle, la musica non era semplice intrattenimento: era un’esperienza collettiva, capace di trasformare il pubblico in coro, in battito, in anima viva del concerto.
Sotto la guida visionaria di Marco Cifra, ideatore e custode di questo gioiello chiamato Aria eat drink breathe, il Garden ha saputo incarnare l’essenza di un club esclusivo, riservato agli iscritti, dove la cena elegante si fondeva naturalmente con l’attesa del suono. Un rito estivo che non ha avuto eguali in città.
Il calendario è stato di quelli che lasciano il segno: la raffinatezza senza tempo di Sergio Caputo, l’energia del tributo ad un gigante come Pino Daniele con gli Appocondruia, l’omaggio di Marco Rinalduzzi al poeta della soul italiana Mike Francis, la voce inconfondibile di Rick Bailey direttamente dai Delegation, la potenza dei Supersonic e il mattatore delle notti romane Alberto Laurenti. E poi loro, trascinatori indiscussi, anima pulsante del Garden: la voce travolgente di Frankie & Canthina Band, capaci di far ballare e cantare chiunque, senza lasciare nessuno seduto.
Così, mentre la città si svuotava, il Garden di Aria si riempiva di vita. Di applausi, di emozioni, di ricordi che resteranno. Ha ridato anima a Latina, creando un tempio della musica live che non ha nulla da invidiare alle grandi piazze italiane.
Ora il sipario estivo si è chiuso. Resta l’attesa per la stagione invernale, quella che Marco Cifra e la sua “creatura” sapranno ancora una volta rendere unica. E se il Garden ha illuminato l’estate di una città assopita, non c’è dubbio che l’Aria continuerà a far respirare emozioni.
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