La “scomparsa” di alcuni protagonisti fa discutere, così come la facilità della squadra nel…disciogliersi.
Sembrerebbe un ostinato ostracismo, oppure un semplice capriccio. Verrebbe da definire così quelle che teoricamente rappresentano per mister Boscaglia una normale scelta tecnica. Fatto sta che il suo Latina sta perdendo o ha perso definitivamente una sua colonna portante del calibro di Lorenzo Di Livio, ormai retrocesso al ruolo di gregario, e sta facendo a meno di altri possibili protagonisti confinati regolarmente in panchina.
In molti pensano che si tratti di ripicche o questioni personali, ma in mancanza di prove siamo tenuti a seguire la spiegazione più logica: l’allenatore studia i suoi ragazzi durante la settimana, capisce chi sta meglio ed è più motivato e solo a quel punto decide la formazione, escludendo quelli che hanno fornito risposte meno convincenti e quelli che accusano non precisati malanni. Su questi ultimi, si sa, la società non è mai stata troppo loquace: ancora oggi, per esempio, non sappiamo che fine abbiano fatto i lungodegenti Cortinovis e Serbouti. Il risultato di tutto questo è un Latina che naviga a vista e che finisce regolarmente per annaspare. Contro il Catania aveva iniziato bene ma poi con la sua difesa colabrodo si è sciolto come neve al sole, come accaduto spesso quest’anno davanti alle prime difficoltà. In questo quadro desolante i nerazzurri sono tenuti a galla soltanto dalle disgrazie di Taranto, Turris e Messina. Quest’ultima, però, è tutt’altro che rassegnata. Facciamo attenzione quindi, e lasciamo stare i capricci!



