Il ko di Foggia ha riportato la truppa con i piedi per terra. Domenica pronostico scontato, anche se…
Quella di un anno fa fu una triste Epifania al Francioni. L’Avellino passeggiò su un Latina inerme imponendosi con un sonoro 5-0 sugli spaesati nerazzurri. In curva ospiti cantavano “Dai Latina facci un gol” e in campo ci fu anche uno dei protagonisti campani che ebbe il coraggio di segnare ed esultare, a risultato ampiamente acquisito, davanti al portiere di casa vistosamente infortunatosi al momento di rinviare un innocuo pallone. Perché rivangare certi spiacevoli ricordi? Perché speriamo di fare leva sull’orgoglio e sulla voglia di rivalsa di Vona e compagni. Sono qualità determinanti, infatti, in vista della prossima sfida con gli irpini. Non solo per l’indiscussa forza degli avversari, rinforzati a dovere nel mercato di riparazione per puntare diritti al salto di categoria. Ma soprattutto per i passaggi a vuoto e per le croniche carenze della truppa pontina. Truppa che ha bruscamente impattato con la realtà dopo le illusorie affermazioni contro le derelitte Taranto e Turris.
Allo “Zaccheria” la squadra non ha mostrato carattere e personalità, lasciando a desiderare anche sul profilo tecnico. Colpa del discontinuo Ndoj, abbonato agli alti e bassi così come ai cartellini, colpa della solita fragilità difensiva e colpa della ruggine mostrata da Crescenzi e Ciciretti. Tutto questo lascia pensare che il pronostico per il prossimo match al Francioni sia scontato. Eppure l’orgoglio può ribaltare tutto, senza parlare del pallone, che resta comunque rotondo.



