L’ennesimo episodio di microcriminalità riaccende il dibattito sul ruolo delle realtà periferiche. Se i borghi sono una priorità per l’Amministrazione, quando arriveranno interventi concreti anche per Latina Scalo?
Un’aggressione improvvisa, lo spray urticante spruzzato negli occhi della vittima per stordirla e la rapina dell’orologio. È l’ennesimo episodio di cronaca che, nelle ultime ore, ha scosso Latina Scalo, denunciato dagli stessi residenti attraverso i social network.
Il fatto è avvenuto lungo Via Carrara, in un tratto centrale della frazione, tra due attività commerciali molto frequentate. La vittima, colta di sorpresa, è riuscita con difficoltà a raggiungere un esercizio della zona dove ha trovato i primi soccorsi grazie al personale presente, prima dell’arrivo del personale sanitario del 118 e delle forze dell’ordine.
Un episodio che, naturalmente, sarà oggetto degli accertamenti delle autorità competenti, ma che riporta al centro dell’attenzione una questione che i residenti denunciano ormai da tempo: la crescente percezione di insicurezza in una delle realtà più importanti del territorio comunale.
Perché Latina Scalo non è una periferia qualsiasi.
Pur non essendo formalmente identificata come borgo, ne condivide pienamente le dinamiche territoriali e rappresenta uno dei principali poli urbani del Comune di Latina. È soprattutto il punto di collegamento della città con il resto d’Italia grazie alla stazione ferroviaria, la principale porta d’accesso per migliaia di pendolari, studenti, lavoratori e visitatori.
Una funzione strategica ancora più rilevante se si considera che Latina non dispone né di un casello autostradale, né di un porto commerciale, né di un aeroporto.
Proprio per questo sorge spontanea una domanda.
Negli ultimi mesi l’Amministrazione comunale ha più volte ribadito la volontà di rilanciare il ruolo dei borghi attraverso programmi di riqualificazione, investimenti e una rinnovata attenzione verso le realtà decentrate.
Ma Latina Scalo rientra davvero in questa strategia?
Perché al di là delle dichiarazioni d’intenti, i cittadini continuano a segnalare criticità che riguardano la sicurezza, il degrado urbano e la qualità degli spazi pubblici.
L’illuminazione, secondo numerosi residenti, presenta ancora punti critici; la presenza di presidi sul territorio viene percepita come insufficiente e il senso di insicurezza sembra crescere, soprattutto nelle ore serali.
Il risultato è che molti cittadini raccontano di vivere con preoccupazione anche i gesti più semplici della quotidianità: attraversare le vie principali, raggiungere la stazione o rientrare a casa dopo il lavoro.
Naturalmente la sicurezza non dipende esclusivamente dall’azione dell’amministrazione comunale. Il contrasto alla criminalità è competenza delle forze dell’ordine e della magistratura. Tuttavia, è altrettanto vero che la qualità dell’illuminazione pubblica, la cura degli spazi urbani, la manutenzione, la presenza di luoghi vissuti e servizi efficienti possono contribuire a migliorare la percezione di sicurezza e la vivibilità di un territorio.
Ed è proprio qui che si apre una riflessione più ampia.
Se la valorizzazione dei borghi rappresenta davvero una delle direttrici dello sviluppo della città, forse è arrivato il momento di comprendere quale spazio occupi Latina Scalo all’interno di questa visione.
Perché non si tratta soltanto di una frazione popolosa.
È il principale punto di accesso ferroviario alla città, il primo luogo che incontra chi arriva a Latina e l’ultimo che saluta chi parte. È un biglietto da visita per l’intero territorio.
L’episodio avvenuto in via Carrara non può essere ridotto a un semplice fatto di cronaca. È anche l’occasione per chiedersi se il percorso di riqualificazione annunciato per le realtà periferiche stia realmente coinvolgendo tutte le aree strategiche del Comune.
I residenti, intanto, continuano a dimostrare un forte senso di comunità. Le segnalazioni, la solidarietà tra commercianti e cittadini e il sostegno immediato prestato alla persona aggredita raccontano un territorio che non rinuncia a fare rete.
Ma la collaborazione civica, per quanto preziosa, non può sostituire una programmazione pubblica capace di garantire sicurezza, decoro urbano e qualità della vita.
La domanda, allora, resta aperta.
Se i borghi rappresentano il futuro della città, quando anche Latina Scalo diventerà davvero una priorità?
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