Le nostre imprese cambiano pelle ma non l’anima

Marina Gargiulo
Innovazione, artigianato e nuovi modi di fare impresa

Innovazione, artigianato e nuovi modi di fare impresa.

Con le sfide della tecnologia e dell’innovazione, proviamo a guardare al lavoro e
all’economia senza moralistiche demonizzazioni, incontrando anche spaccati di storia
passata.
Innovare significare trarre beneficio dal confronto, non temere gli avversari ma estrapolare
dagli stessi nuovi spunti per ampliare le vedute. E’ molto più facile conformarsi agli
standard europei su ricerca e innovazione, che cercare di cambiarli, valorizzando un
sistema originale di innovazione incrementale che nasce prima di Leonardo da Vinci.

Occorre invece mettere in discussione civilmente ma risolutamente, i paradigmi del
pensiero unico su innovazione, digitalizzazione e Industria 4.0. del nostro Paese. Non si
tratta di negare e di estirpare tutto quanto è stato fatto, ma certamente di sottoporlo a
revisione critica e di riconoscere che alcune caratteristiche della società e del sistema
produttivo italiani determinano per forza di cose un approccio diverso, non meno radicale
(anzi di più) ma certamente più attento e personalizzato di quello seguito fin ora. Un
esempio è dato dalla figura dell’artigiano.

Una volta l’artigiano era quello che bussava alla
porta con la cassetta degli attrezzi. Oggi potrebbe arrivare in Uber, creare un sito web,
sistemare unghie o sopracciglia e mandare la fattura dallo smartphone prima di
andarsene.
È l’immagine efficace che  racconta il passaggio da un artigianato di bottega a un
artigianato digitale, più urbano e connesso, capace di rispondere a bisogni nuovi.

È un cambiamento di pelle che rispecchia la trasformazione dei consumi e dei modelli di
vita: si chiede più benessere, più personalizzazione, meno prodotti standardizzati. E
l’artigianato risponde, rinnovandosi là dove trova terreno fertile. ll segnale è chiaro: il futuro
del lavoro artigiano italiano passa dal rinnovamento anagrafico e culturale, dalla
contaminazione di competenze e dall’ingresso di chi porta nuove visioni imprenditoriali.

Ottime le performance delle PMI italiane, alcune leader di settori, soprattutto nell’agro-
alimentare, che superano la media europea per fatturato e produttività. Stando agli ultimi
dati disponibili, le piccole e medie imprese nel nostro Paese sono più di 4,7 milioni,
rappresentando un serbatoio in crescita.

redazione@diariopontino.it