Diario Pontino amplia il proprio spazio di approfondimento e informazione con “Economia & Sviluppo”, la nuova rubrica settimanale dedicata alle dinamiche economiche del territorio, alle opportunità di crescita e alle strategie utili al rafforzamento del tessuto produttivo locale.
La rubrica nasce dalla collaborazione con la dott.ssa Marina Gargiulo, progettista e consulente aziendale, con l’obiettivo di condividere riflessioni, strumenti e opportunità rivolti a imprese, professionisti, enti e cittadini, in un’ottica di visione integrata e sviluppo condiviso.
«Nasce questa esperienza di collaborazione con Diario Pontino per condividere riflessioni ed opportunità per il tessuto economico locale, in un’ottica di insieme» – Marina Gargiulo
Ogni appuntamento settimanale offrirà spunti concreti su progettazione, sviluppo territoriale, innovazione, bandi, politiche economiche e scenari futuri, con un linguaggio chiaro e orientato alla valorizzazione delle potenzialità locali.

È proprio da questa visione che prende avvio il primo contributo della rubrica Economia & Sviluppo, dedicato a un tema centrale della nostra contemporaneità: il diritto all’oblio, tra identità personale, tutela dei dati e nuove sfide poste dall’ecosistema digitale.
Un tema apparentemente distante dall’economia locale, ma in realtà sempre più centrale per chi opera, comunica e costruisce valore nel territorio.
Oblio: Cos’è il diritto all’oblio e quale significato assume oggi al tempo dei social network? Ecco ciò che c’è da sapere
Nella sua accezione più ampia è una modalità attraverso la quale si esplica il nostro diritto all’identità personale: si oblia (si chiede di obliare) ciò che riteniamo non debba essere più parte della nostra identità personale.
Il diritto all’oblio può essere praticato attraverso la richiesta di rimozione delle informazioni personali che ci riguardano dalla loro pubblica circolazione. Per questo è equiparabile al diritto alla cancellazione, anche se, in realtà, sono diritti diversi tra loro: la pretesa di cancellazione delle nostre informazioni personali è una conseguenza dell’esercizio del diritto all’oblio; si può pretendere la cancellazione di dati personali anche per presupposti diversi.

Il diritto all’oblio sembra essere il più “giovane” tra i diritti privacy e sicuramente la moderna società digitale ha espresso un enorme interesse verso quello che è uno dei pochi baluardi contro l’invadenza del web e la sua capacità di ricordare senza limiti temporali.
In realtà il “diritto ad essere dimenticati” affonda le sue radici nella privacy, tutela quella roccaforte di libertà, garanzie e diritti.
Le aziende titolari che decidono di sfruttare servizi in outsourcing, in Cloud, devono tenere in considerazione come viene svolto il trattamento dei loro dati, i modelli di deployment, nonché la tipologia di Cloud utilizzato. Difatti, gli adempimenti relativi alla cancellazione dei dati devono essere calati negli accordi tra titolare e responsabile, tenendo conto dei modelli di Cloud di cui si può usufruire (SaaS, Iaas, PaaS).
In generale, quanto più il provider di un servizio Cloud si allontana dalla gestione e dal trattamento dei dati, tanto più sarà sgravato da responsabilità e adempimenti.
Ma come si esercita tale diritto? Per esercitare il diritto all’oblio, si può contattare direttamente il sito web, il motore di ricerca o il social network che ha pubblicato le informazioni, chiedendone la rimozione o la deindicizzazione. Se la richiesta non viene accolta, si può inviare un reclamo al Garante della Privacy o, come ultima risorsa, avviare un ricorso all’autorità giudiziaria.
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