Luca Falzarano / Quando le città raccontano chi siamo

Giuseppe Di Sangiuliano

Ci sono lavori che diventano familiari prima ancora di conoscere chi li ha realizzati.

Succede con le opere di Luca Falzarano , architetto e divulgatore, il cui nome è ormai profondamente legato alle immagini, alle mappe e alle stampe dedicate alle città di fondazione dell’ Agro pontino e romano. Opere che molti hanno visto, appeso, studiato, utilizzato, senza magari sapere chi ci fosse dietro quel segno preciso, quel racconto visivo così riconoscibile.

Da oltre quindici anni Falzarano porta avanti un progetto culturale coerente e appassionato, nato dall’architettura ma cresciuto nel dialogo con la storia, la memoria e la divulgazione. Un lavoro che ha trovato applicazione concreta nell’arredo urbano, nella promozione territoriale, nella didattica scolastica, nei musei all’aperto e nei musei interattivi, diventando strumento di conoscenza e identità condivisa.

Le sue stampe non sono semplici rappresentazioni grafiche: sono dispositivi narrativi che restituiscono alle città la loro stratificazione, la loro idea originaria, il loro rapporto con il paesaggio e con chi le abita oggi. Non a caso, negli anni, Falzarano ha incontrato studenti, insegnanti, cittadini, appassionati, portando il suo lavoro nelle scuole, nelle mostre, negli spazi pubblici, sempre con un unico obiettivo: diffondere consapevolezza.

Nel corso di un recente incontro presso la redazione di Diario Pontino, nato proprio dal desiderio comune di capire come raccontare e diffondere ulteriormente questo patrimonio di lavoro e ricerca, è emerso un aspetto tanto semplice quanto rivelatore:
molti conoscono le sue opere, pochissimi conoscono il suo volto e la sua voce.

Da qui l’idea di questa auto-presentazione video.
Un racconto diretto, senza filtri, in cui Luca Falzarano si presenta in prima persona, restituendo il senso del suo percorso, la passione che lo anima e il legame profondo con i luoghi che da anni studia e racconta.

Un’occasione per andare oltre le immagini, per incontrare l’uomo dietro le città, e per ascoltare – finalmente – la voce di chi da tempo ci aiuta a guardare il nostro territorio con occhi più consapevoli.

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