Nove anime chiamate dal Genius Loci Pontino: quando la pace nasce dalle relazioni

Giuseppe Di Sangiuliano
“La pace nasce dalle relazioni"

Tra Pasquetta, memoria, spiritualità e responsabilità civile, una riflessione sul bene comune che interpella istituzioni, politica e comunità nel cuore dell’Agro Pontino.

Dalla vetta di Sezze, dove il vento accarezza il volto e lo sguardo si perde infinito sull’Agro Pontino, il cuore si stringe in un’emozione che fatica a trovare parole. Sotto di me si distende un grande pianura che custodisce un giardino antico: dalla carezza del mare fino ai piedi della montagna, dove l’antica Via Appia vide passare l’ Apostolo Paolo. E lì, incastonato come una perla di luce tra storia e natura, splende il Giardino di Ninfa, uno dei luoghi più romantici del Mondo.

Da quassù, in questo giorno di Pasquetta, sento il respiro della terra che si risveglia. La natura esplode nei colori della primavera e io, circondato dall’amore della mia famiglia, provo una gratitudine profonda che commuove l’anima. I sorrisi dei miei figli, la serenità di una tavola condivisa, la dolce leggerezza di un giorno senza fretta: tutto questo è un dono immenso.


Eppure proprio questa pace rende ancora più acuto il dolore nel vedere un mondo che continua a dormire nel letargo dell’odio e dell’indifferenza.

Mentre riecheggiano ancora le parole di Papa Leone XIV «Chi ha in mano le armi le deponga!» — e quelle del Vescovo Mariano Crociata — «Una comunità da ricostruire. La pace nasce dalle relazioni. Si cerchi la visione per il bene comune, oltre la ricerca del consenso» — il Genius Loci di questa terra benedetta sembra aver compiuto il suo miracolo silenzioso.

C’è un “luogo-quadrante” nell’ Agro Pontino che oggi richiama a sé quello spirito territoriale che da quasi un secolo possiede il potere discreto di trasformare il fango in fertilità, la palude in città, l’abbandono in speranza. Quel luogo oggi ha le sue coordinate geografiche nel cuore di Latina.

E in un solo quadrante di poco più di un chilometro quadrato, in questo mese di Maggio — il mese di Maria — si è compiuta una coincidenza così luminosa da sembrare un sussurro del destino.

In questo spazio simbolico, nove anime sono state chiamate. Il numero nove, simbolo di pienezza, saggezza, amore universale e conclusione di un ciclo, ha riunito nove destini diversi.

Un Priore custode delle “pietre vive” in Terra Santa , devoto con tutto il cuore alla Madonna di Lourdes; un giovane sacerdote che ha osato costruire un ponte di convivenza tra la Chiesa e il mondo arabo-islamico;
un uomo segnato da una profonda e vissuta devozione mariana; un rappresentante politico internazionale che guarda a San Francesco come faro di fraternità, ma che oggi incita alla ribellione contro le No Go Zones;
un imprenditore che si riconosce nella spiritualità francescana, ma che non concede riposo domenicale ai dipendenti;
un politico di ispirazione liberale, competente e radicato nel territorio, che oggi guarda con rammarico alle battaglie passate in difesa delle aperture domenicali; una delle massime autorità dello Stato, una donna eletta in questa terra;
il primo cittadino donna della città e una donna a rappresentare l’istituzione governativa nazionale a livello provinciale.

Due donne a rappresentare Stato e Città.
Il legame tra Agro Pontino e devozione mariana.
Un priore devoto a Lourdes.
Un luogo che riconosce in Santa Maria Goretti la propria patrona popolare.
Tutto nel mese più caro alla Madonna.

Per i credenti è provvidenza.
Per chi non crede è una sincronicità così bella da togliere il fiato.
Per tutti noi è un invito urgente e dolcissimo.

Il Genius Loci non chiede eroi invincibili. Chiede soltanto coraggio.
Coraggio di sedersi intorno a un tavolo.
Coraggio di guardarsi negli occhi senza paura.
Coraggio di perdere qualcosa: chi qualche entrata economica, chi qualche consenso elettorale, chi qualche possibilità di carriera.

Perché esiste una ricchezza infinitamente più grande di ogni altra: la pace.
Esiste un guadagno che nessuna carriera può eguagliare: l’amore.
Esiste una vittoria che nessuna sconfitta politica può offuscare: il bene comune.

Nove anime chiamate in questo giardino di speranza. Nove cuori che oggi hanno la possibilità storica di scrivere una pagina diversa.

Che non abbiano paura di perdere. Perché chi sceglie l’amore, la fraternità e il dialogo non perde mai davvero. Anzi, guadagna ciò che il mondo sta disperatamente cercando: una vera primavera dell’anima.

E noi, che abbiamo la fortuna immensa di vivere in questo giardino, abbiamo il dovere sacro di ascoltare questa musica celeste e di farla nostra.

Che il Genius Loci dell’Agro Pontino, illuminato dal sigillo mariano, possa diventare il luogo dove l’odio si trasforma in abbraccio, dove la divisione diventa unità, dove la paura lascia spazio alla speranza.

🌾 “Dove cresce il dialogo, lì comincia sempre una nuova primavera” e “Questa terra continua a insegnarci che anche dalle paludi può nascere speranza.”

A cura di Giuseppe Di Sangiuliano