Nella nuova riflessione firmata da Marina Gargiulo per la rubrica “Economia & Sviluppo”, i dati ufficiali Istat dei Report BesT 2025 raccontano un quadro chiaro, complesso e per molti versi preoccupante.
Nell’ultimo anno disponibile, sui 60 indicatori analizzati, soltanto 16 valori regionali
collocano il Lazio in vantaggio, ovvero su livelli di benessere significativamente
superiori alla media nazionale, mentre 22 segnalano posizioni di svantaggio.
I valori provinciali descrivono ampie differenze territoriali, con la Città Metropolitana
di Roma che spesso si posiziona ad ampia distanza dalle altre province laziali, non
sempre, tuttavia, su livelli di benessere migliori.
Tra le cinque province laziali, Roma
si colloca su livelli di benessere significativamente più elevati della media nazionale
per il numero maggiore di indicatori (24 nell’ultimo anno), mentre il numero di quelli
che la posizionano su più bassi livelli di benessere è il più piccolo in assoluto (20).
In tutte le altre province è più frequente osservare un minor benessere relativo: a
Latina 44 indicatori registrano livelli significativamente inferiori a fronte di
sole 5 posizioni che marcano un più elevato benessere relativo.
Confrontando i domini del Benessere, nella Qualità dei servizi e nel Benessere
economico gli indicatori provinciali rilevano in prevalenza livelli di benessere
relativo significativamente più bassi, evidenziando i più ampi divari tra Roma e le
altre province laziali. Infatti, queste ultime non raggiungono mai la media nazionale,
fermandosi spesso ben al di sotto, mentre Roma è quasi sempre in vantaggio.
Nel dominio Ambiente, il quadro territoriale è più articolato: generalmente ciascuna
provincia ottiene più di un buon risultato, ciascuna provincia resta più di una volta
su livelli di benessere relativo più bassi della media-Italia. (Fonte: Report regionali
BesT, che l’Istat diffonde dal 2023).
Per agevolare il confronto, le differenze osservate tra territori e per i diversi
indicatori sono tutte espresse nella stessa scala; si considerano vantaggi le
differenze di benessere che posizionano la regione (o la Provincia)
significativamente al di sopra del valore nazionale, svantaggi quelle che sono
significativamente inferiori.
Nell’ edizione 2025 i Report BesT si arricchiscono di importanti avanzamenti
realizzati nella misurazione del benessere territoriale attraverso l’introduzione degli
indicatori del reddito disponibile equivalente degli individui elaborati a partire dal
Sistema Integrato dei Registri dell’Istat, e delle misure sulle reti d’aiuto, la
percezione di sicurezza e la soddisfazione per la vita rilevate dal Censimento della
popolazione.
I valori provinciali descrivono ampie differenze territoriali. Confrontando i domini del
Benessere, nella Qualità dei servizi e nel Benessere economico gli indicatori
provinciali rilevano in prevalenza livelli di benessere relativo significativamente più
bassi, evidenziando i più ampi divari tra Roma e le altre province laziali.
Infatti, queste ultime non raggiungono mai la media nazionale, fermandosi spesso ben al
di sotto. A Latina tutte le misure del dominio si arrestano su posizioni di svantaggio, tranne
alcuni indicatori significativi: il tasso di passaggio all’ Università, la quota di persone
(25-64 anni) con almeno il diploma, la percentuale di laureati (25-39 anni), in
crescita dal 2019, le misure adottate per la salvaguardia dell’ambiente.
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