Ora il “miracolato” Latina deve voltare pagina!

Poche cose da salvare, salvezza a parte, in una stagione costellata da errori e passi falsi.

Per la squadra più battuta, più perforata e più sterile dell’intera serie C non siamo riusciti a trovare un aggettivo migliore: il Latina è stato letteralmente “miracolato” in questo campionato, riuscendo a centrare la salvezza nonostante numeri da brividi.
La sterilità è l’aspetto che ha inciso di più e che tra l’altro ha condizionato anche l’ultima partita, in quel di Cerignola. In svariate occasioni i nerazzurri non sono mai riusciti a tirare in porta, pagando a caro prezzo ulteriori lacune emerse negli altri reparti. La permanenza tra i professionisti, ottenuta grazie all’orgoglio tirato fuori nel finale e alle sollecitazioni arrivate da mister Bruno, non cancella di certo i tanti passaggi a vuoto di questa tormentata stagione e nemmeno le irritanti lacune dell’organico: la difesa non ha mai avuto un suo carismatico baluardo (e la meteora Crescenzi ha accentuato tale voragine); il centrocampo è risultato imbottito di qualità ma alla fine si è ritrovato con tanti doppioni e senza gente “di gamba”; l’attacco ha fatto il solletico a qualsiasi difesa, nonostante la generosità dei suoi sterili interpreti.
Gli errori commessi vanno comunque in archivio senza dolorose conseguenze, ma non devono essere dimenticati. Soprattutto se si vorrà ricostruire a dovere la rosa, non puntando sui curricula ma sulle motivazioni dei prescelti. Andranno fatte scelte coraggiose e anche dolorose per quanto riguarda delle bocciature molto probabili. E andrà seguita una linea coerente e concreta nel riorganizzare il Latina, dentro e fuori dal campo. Perché certi miracoli…capitano una volta sola.