Ottobre Rosa, a Sezze un incontro per parlare di depressione post partum

Laureta Jaku
Ottobre Rosa

Sabato 10 ottobre, al Museo Archeologico, professioniste e una testimonianza personale per affrontare senza giudizio una condizione ancora troppo spesso vissuta nel silenzio.

Parlare di prevenzione significa anche avere il coraggio di accendere una luce su quelle condizioni che, pur potendo incidere profondamente sulla vita di una donna e della sua famiglia, restano ancora troppo spesso difficili da riconoscere e da raccontare.

È questo il senso dell’incontro dedicato alla depressione post partum, promosso a Sezze nell’ambito dell’Ottobre Rosa, il mese dedicato alla prevenzione, alla salute e alla sensibilizzazione.

L’appuntamento è per sabato 10 ottobre 2026 alle ore 17, presso la sala del Museo Archeologico di Sezze, e nasce con l’intento di creare uno spazio di confronto, informazione e ascolto, mettendo insieme competenze professionali ed esperienza vissuta.

A promuovere l’iniziativa sono la consigliera comunale di Sezze Federica Lama e Claudia Rosella, in collaborazione con Associazione Supernova e Associazione C.I.F. Comunale di Sezze, con il patrocinio del Comune di Sezze.

L’obiettivo non è soltanto parlare della depressione post partum, ma provare a fornire strumenti per riconoscerne i segnali e, soprattutto, contribuire a superare quella dimensione di solitudine e di silenzio che può rendere ancora più difficile chiedere aiuto.

«Abbiamo scelto di dedicare questo appuntamento alla depressione post partum perché crediamo che parlare di prevenzione significhi anche accendere una luce su situazioni che spesso rimangono nell’ombra. È un tema che riguarda certamente la donna, ma che coinvolge inevitabilmente anche il contesto familiare che le sta accanto. Per questo spero in un parterre trasversale nel quale poter conoscere, comprendere e imparare a riconoscere i segnali di una possibile difficoltà», dichiara Federica Lama.

Una riflessione alla quale si aggiunge quella di Claudia Rosella, che sottolinea il valore dell’ascolto e dell’assenza di giudizio:

«Vorremmo che questo incontro fosse soprattutto uno spazio in cui sentirsi liberi di parlare e di ascoltare, senza giudizio. La depressione post partum può essere difficile da riconoscere e ancora più difficile da raccontare. Mettere insieme competenze professionali e una testimonianza personale significa provare a trasformare il silenzio in consapevolezza e far arrivare un messaggio importante: chiedere aiuto è possibile e nessuno dovrebbe sentirsi solo».

Professionisti e una testimonianza personale

A offrire le diverse chiavi di lettura saranno alcune professioniste che permetteranno di affrontare il tema da prospettive differenti.

Nel corso dell’incontro interverranno infatti la dottoressa Marina De Cupis, ginecologa, la dottoressa Liliana Salvati, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, e la dottoressa Gloria Giuriati, ostetrica.

A completare il confronto sarà invece Valentina Leggeri, che porterà una testimonianza personale.

Una scelta che conferisce all’incontro una dimensione particolarmente concreta: accanto alle competenze mediche e psicologiche ci sarà infatti la voce di chi ha vissuto direttamente un’esperienza, contribuendo a trasformare un tema spesso affrontato soltanto in termini clinici in una questione fatta anche di emozioni, difficoltà quotidiane e bisogno di essere ascoltati.

«Credo che mettere insieme competenze professionali ed esperienza vissuta sia il modo migliore per costruire un momento realmente utile – concludono Federica e Claudia –. Non vogliamo semplicemente parlare della depressione post partum, ma offrire indicazioni, strumenti e soprattutto contribuire a far passare il messaggio che chiedere aiuto non è debolezza ma intelligenza. La salute mentale fa parte della salute della persona e prendersene cura è un atto di responsabilità verso se stessi e verso la propria famiglia».

L’incontro vuole dunque rappresentare uno spazio aperto e senza giudizio, nel quale fermarsi ad ascoltare, comprendere e imparare a riconoscere una condizione che può essere difficile da affrontare proprio perché spesso vissuta nel silenzio.

Un appuntamento che si inserisce nel calendario dell’Ottobre Rosa ricordando che la prevenzione non riguarda soltanto la diagnosi e la cura, ma anche la capacità di creare occasioni nelle quali una persona possa sentirsi libera di parlare e di chiedere aiuto.

L’appuntamento è per sabato 10 ottobre alle ore 17:00 presso la sala del Museo Archeologico di Sezze.

A cura di Laureta Jaku.