MOSTRA COLLETTIVA D’ARTE
Nel silenzio solenne dell’Abbazia di Valvisciolo, tra il Chiostro e l’ex Refettorio, prende forma “Pacem in Terris”, la mostra collettiva d’arte che dal 11 al 14 dicembre riunisce artisti affermati, studenti e giovani talenti per un percorso di riflessione profonda sul presente, sul valore della pace e sul ruolo dell’uomo in un’epoca segnata da crisi globali, diseguaglianze sociali e ombre tecnologiche.
La rassegna, promossa da Cammino ODV e Ulisse.Net, aprirà ufficialmente giovedì 11 dicembre alle ore 17, per poi proseguire fino a domenica 14 dicembre con orario 10.00–12.00 e 16.00–19.00.
Il finissage è previsto domenica 14 dicembre alle 19.30, preceduto alle ore 11 da un atteso incontro tra gli artisti e il critico d’arte Marcio Tedesco, momento di confronto sul senso dell’arte contemporanea e sul suo ruolo sociale.
Dal 18 al 21 dicembre, la mostra si sposterà poi presso il Liceo Artistico di Latina, in un ideale passaggio di testimone tra luoghi di cultura e formazione.

Arte e coscienza: un percorso dentro l’umanità ferita
Il concept della mostra nasce da una domanda: quale spazio resta all’umano in una società dominata dalla corsa tecnologica e da un’intelligenza artificiale sempre più pervasiva?
“Pacem in Terris” mette al centro l’arte come coscienza etica, come luogo di resistenza, come strumento di denuncia e custodia della verità.
L’arte torna ad essere sguardo critico, interrogativo morale, ponte tra il naturale e il soprannaturale, tra ciò che è vero, verosimile e ciò che rischia di diventare inganno.
La riflessione si ispira alla grande enciclica Pacem in Terris di Papa Giovanni XXIII (11 aprile 1963), un testo che – a più di sessant’anni dalla sua pubblicazione – risuona oggi con un’attualità drammatica: guerre, migrazioni forzate, disuguaglianze, diritti negati, solitudini globali.
A questi temi si aggiunge una critica contemporanea:
la “maschera del consumismo” e il ruolo ambiguo dell’Intelligenza Artificiale, strumenti che rischiano di ampliare la distanza tra ricchi e poveri, offuscando diritti fondamentali quali l’infanzia dignitosa, il lavoro, l’uguaglianza tra uomini e donne, la libertà di pensiero e di credo, il diritto alla cultura e alla propria terra.
Omaggio a Pier Paolo Pasolini
La mostra dedica inoltre un tributo a Pier Paolo Pasolini, a cinquant’anni dalla sua scomparsa.
Un omaggio a un intellettuale che ha saputo raccontare come pochi le contraddizioni del potere, la fragilità degli ultimi, il rapporto tra modernità e perdita dell’umano: riflessioni che risuonano fortemente nelle opere esposte.
La collettiva: un ponte tra generazioni
“Pacem in Terris” non è solo una mostra, ma un progetto territoriale che mette in dialogo professionalità, mondi artistici e nuove generazioni.
Accanto ai 28 artisti del territorio, partecipano con le loro opere anche:
- gli studenti del Liceo Artistico “Michelangelo Buonarroti” di Latina
- gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Verga” di Pontinia
Un confronto diretto tra giovani talenti e artisti maturi, un percorso educativo che trasmette il valore dell’arte come strumento di crescita, identità e responsabilità civile.
Gli artisti presenti in mostra
Alessia Rocchi, Anna Colaiacovo, Antonina Costantino, Catia Balestra, Chiara De Gol, Claudia Mattei, Emma Chiavarone, Enzo Vespa, Francesca Atzori, Francesca Filannino, Gaia Corradetti, Giuseppe Coluzzi, Giuseppina Ruccola, Lidano Damiani, Loredana Giuditta, Laura Martufi, Marco Fiorelli, Monica De Maio, Olivera Jonovic, Paola Porcelli, Priscilla Menin, Riccardo Bianconi, Sabrina Magro, Serena Atzori, Silvia Palamara, Sonia Bernabei, Stefania Botta, Vito Screti.
Una mostra come atto civile
“Pacem in Terris” è un invito alla consapevolezza e alla responsabilità, un gesto poetico e civile che attraverso l’arte racconta le fragilità del nostro tempo e allo stesso tempo semina una possibilità: quella di un’umanità più lucida, consapevole e capace di pace.
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