Poche luci e molte ombre, lo sport nel territorio pontino ha bisogno di impianti

Giovanni Luca Amodio

Politica, cronaca, attualità, ambiente e sociale. Sicuramente sono questi gli argomenti di dibattito ed
importanti indicatori per capire come procede la quotidianità di vita dei cittadini, ma, crediamo, anche lo
sport riveste una rilevante porzione nel benessere di una comunità. Come se la passa la nostrana Provincia?
Per cercare di capire e provare a dare qualche risposta abbiamo ascoltato uno dei giornalisti che questo
mondo lo tratta, lo osserva e lo frequenta da oltre trenta anni: Gianluca Atlante, redattore sportivo del
quotidiano Latina Oggi sin dal primo giorno della sua pubblicazione, ottobre 1988.
Estate 2025, come è la situazione dello sport nella nostra provincia?
“La situazione è piuttosto complessa. Abbiamo delle eccellenze che però non fanno parte del capoluogo.
Una volta Latina aveva società che partecipavano ai massimi campionati: il calcio era in serie B, il basket era
in lega due, il volley nella superlega, la pallanuoto e il calcio a 5 in serie A. Il Sole 24 ore ci classificava nelle
prime cinque provincie d’Italia come eccellenze sportive. Ora si arranca. Il calcio è qualche anno che naviga
nelle posizioni intermedie della lega pro, il volley ha lasciato il capoluogo e si è trasferito a Cisterna, il
basket per fare attività deve dividersi fra Cisterna e Ferentino, il calcio a 5 naviga in campionati di serie C e
la pallanuoto si è trasferita ad Anzio dove Damiani ha acquisito la gestione della piscina per 40 anni e la
società è diventata Anzio Waterpolis”.
Latina, seconda città della regione, dunque è diventata un freno per la crescita dei movimenti sportivi?
“Senza ombra di dubbio. Anche se alcuni settori giovanili vanno lodati: nel basket l’SMG, che fa attività da
oltre trenta anni, ha fatto finali nazionali e proprio quest’anno ha vinto un titolo italiano nella categoria
under 14. Poi alcune eccellenze la città le può vantare: Alessia Mesiano, pugile che ha vinto un mondiale ad
Astana nel 2017, il tennista Zeppieri, protagonista da alcuni anni nel circuito ATP. Ma questi nomi, a mio
avviso, sono fiori sbocciati per le loro qualità”.
Capacità dirigenziali e visione. La Provincia ha sempre avuto persone di spessore in questo ambito, mi
viene in mente la figura di Michele Pierro, dirigente della FIGC negli anni 80’ e 90’. In questi anni qualche
figura si è elevata?
“Credo che negli ultimi 15/20 anni Francesco Damiani e Lucio Benacquista siano i dirigenti con visione, idee
e lungimiranza. Entrambi hanno creato realtà sportive da ammirare; ora, nel caso di Benacquista, vediamo
se riuscirà a realizzare il palazzetto, nel vecchio sito di Onorati all’inizio di via Nascosa. Non nascondo un po’
di delusione nel vedere Frosinone con stadio, due palazzetti e un centro federale di nuoto realizzati da
qualche anno e la nostra città con società costrette ad andare via per mancanza di impianti”.
Aziende e sponsor, altro argomento da affrontare. E’ sempre più difficile far avvicinare imprenditori
nell’investire nello sport. Le piccole realtà societarie, soprattutto, rischiano di sparire per mancanze di
investitori. Come possono intervenire le istituzioni?
“Anche questo è un tema delicato. A livello regionale l’assessore allo sport Elena Palazzo sta facendo un
lavoro encomiabile, Latina e provincia hanno ricevuto aiuti reali. Portare nuova linfa, intendo sponsor, è
una sfida che deve riguardare il sistema sport”.

Impiantistica, argomento che riguarda tutti i nostri 33 comuni. Abbiamo paesi con strutture adeguate per
svolgere le attività, ma in altri comuni la situazione è sconcertante.
“Sconcertante, hai usato la parola giusta. A Cisterna hanno creato una splendida realtà con il palazzetto, a
Formia, anche se la proprietà e la gestione sono del Coni, esiste da molti anni un centro che ci invidiano da
tutto il mondo. Latina invece ha perso delle grosse opportunità. Il problema non è di questa
amministrazione, ma riguarda gli anni precedenti: il mondiale di nuoto del 2009 svoltosi a Roma è un
esempio. Con i fondi del progetto finanza fu fatta una piscina scoperta di 35 metri per far giocare la
pallanuoto che all’epoca militava in serie A, oggi piscine scoperte non esistono più. Mi ricordo che gli arbitri

prima delle partite misuravano la temperatura dell’acqua, se non era superiore a 27° la partita veniva data
persa a tavolino”.
La disamina di Atlante è chiara, lo sport nella provincia pontina merita risposte e fatti concreti: il messaggio
deve essere un auspicio per tutti, si cresce anche ascoltando le critiche.

Gianluca Amodio