Il volto agricolo dell’Agro Pontino Dalla fondazione nel 1935 all’eccellenza della mozzarella di bufala, un viaggio nella città che ha scelto la semplicità.
Inaugurata il 18 dicembre 1935, Pontinia è nata con un destino preciso, quello di essere la “sorella minore” e prettamente agricola rispetto alle più imponenti Latina e Sabaudia. Il progetto dell’ingegnere Alfredo Pappalardo e dell’architetto Oriolo Frezzotti ha dato vita a un centro urbano che non cercava il prestigio artistico, ma la funzionalità rurale.
Valentino Orsolini Cencelli, figura chiave della bonifica, descriveva la città come un luogo dove ogni superfluo era stato sacrificato in favore del necessario, un’oasi di semplicità e salute pensata per rispondere ai bisogni fondamentali della vita contadina. Sebbene all’epoca alcune strutture come il cinematografo e il dopolavoro sembrassero quasi un lusso rispetto a questa austerità, Pontinia ha saputo mantenere intatta la sua vocazione agreste anche durante il boom industriale del dopoguerra.
Questa identità, lontana dalle rotte del turismo di massa, oggi si è trasformata in un punto di forza unico grazie alla valorizzazione di un patrimonio enogastronomico d’eccellenza che vede nella mozzarella di bufala la sua punta di diamante. L’oro bianco dell’ Agro Pontino trova qui una delle sue espressioni più autentiche, grazie a una filiera cortissima e a pascoli che beneficiano ancora di quel territorio bonificato con tanta fatica.
Visitare Pontinia oggi significa immergersi in un’atmosfera sospesa nel tempo, tra le geometrie del razionalismo e i sapori intensi di una terra che ha fatto della sua umiltà originaria un marchio di qualità inconfondibile.
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