Gli erinnofili del decennale di Littoria.
Gli erinnofili, piccoli francobolli non postali, furono tra i mezzi di comunicazione più efficaci e capillari della prima metà del Novecento. Nati a metà dell’Ottocento, avevano inizialmente una funzione pratica: servivano per chiudere la corrispondenza, quando le lettere erano semplici fogli piegati in tre parti, prima dell’introduzione della busta moderna. Ben presto, tuttavia, questi colorati bolli si trasformarono in strumenti di pubblicità e propaganda, grazie alla loro diffusione popolare e al loro forte impatto visivo. Le amministrazioni, le aziende e i movimenti politici compresero rapidamente la loro potenzialità: bastava applicarli su una lettera perché il messaggio viaggiasse ovunque.
Durante il ventennio fascista, gli erinnofili furono impiegati sistematicamente per esaltare le opere e i successi del regime. Un esempio emblematico è l’emissione dedicata al decennale della fondazione di Littoria (oggi Latina), città simbolo della bonifica delle Paludi Pontine e della “rinascita fascista” del territorio. L’emissione comprendeva quattro soggetti differenti, tutti accomunati dall’immagine centrale della Torre Littoria, il nuovo cuore urbano della città, contornata da motivi simbolici come le spighe di grano, segno della fertilità restituita dove prima regnava la palude e la malaria. La scritta “Faro di vita m’erigo dove la morte regnava” sintetizzava perfettamente la retorica del regime, la vita e il progresso portati dal fascismo nei luoghi della desolazione.
Sebbene si ritenga che ne siano stati stampati numerosi esemplari, oggi questi erinnofili risultano piuttosto rari, probabilmente perché distribuiti in modo frammentario, applicati su buste, certificati comunali e altri documenti, molti andarono dispersi nel tempo. A testimoniare l’importanza dell’iniziativa vi è la stampa a Roma, presso le Arti Grafiche E. Calzone, una tipografia nota per diverse produzioni legate alla propaganda fascista. Ciò suggerisce un’iniziativa promossa direttamente dal regime, e non un progetto locale del Comune di Littoria. Del disegnatore, indicato con la sigla “Pat”, non si hanno notizie certe: potrebbe trattarsi di uno pseudonimo dietro cui si celava un artista dell’epoca rimasto anonimo.
Oggi questi piccoli capolavori grafici rappresentano non solo un frammento della storia postale, ma anche una testimonianza concreta della propaganda visiva del fascismo, che attraverso la bellezza e la diffusione capillare degli erinnofili riuscì a portare i propri messaggi anche nei più remoti angoli d’Italia.
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