Santa Maria Goretti, patrona dell’Agro Pontino in un Atto Apostolico Storico

Emanuele Bonaldo

Un decreto storico di Pio XII che unì la Santa Martire alla terra redenta

Il 25 luglio 1952, un giorno destinato a rimanere scolpito nella memoria dell’Agro Pontino, la Città di Latina e l’intero territorio ebbero l’onore di accogliere Santa Maria Goretti, Vergine e Martire, come loro celeste patrona. La nomina giunse per mezzo della Lettera Apostolica “Ad perpetuam rei memoriam” di Sua Santità Pio XII, un documento che sancì ufficialmente il legame spirituale tra la giovane santa e una terra da tempo redenta.

L’atto pontificio sottolineava la straordinaria trasformazione dell’Agro Pontino, una regione che per secoli era stata un focolaio di morte e insalubrità a causa delle sue vaste paludi. La bonifica, un’impresa titanica frutto dell’ingegno e della perseveranza di numerosi uomini benemeriti, in particolare dei Pontefici Romani, aveva restituito alla vita e alla coltivazione quelle terre desolate. Ma, come evidenziato nella Lettera Apostolica, una “mirabile opera di Dio” si era compiuta in parallelo, facendo fiorire in quel medesimo luogo un “soave e purissimo fiore di purezza e santità”: Maria Goretti.

Nata nel Piceno, Maria Goretti trascorse gran parte della sua breve e travagliata esistenza proprio nell’Agro Pontino. Fu qui che, in un gesto eroico di difesa della propria purezza, preferì sacrificare la vita piuttosto che “infrangere la santa legge di Dio”. La sua candida innocenza, macchiata dal rosso del martirio, divenne un simbolo di fede e integrità. Dal Cielo, la sua intercessione fu subito percepita come una potente protezione divina su quella regione, alimentando una crescente devozione tra i fedeli.

Non sorprese, dunque, che le autorità e i fedeli della Città di Latina, capoluogo della regione e parte della Diocesi Suburbicaria di Velletri, avessero rivolto accorate suppliche al Sommo Pontefice. In particolare, il Consilium Provinciale delle associazioni italiane di operai cristiani, insieme ai venticinque gruppi a esso sottoposti, si fece portavoce del desiderio unanime di affidare la propria comunità alla speciale protezione e patrocinio di Santa Maria Goretti.

Mosso dal desiderio di promuovere una maggiore e più fruttuosa crescita spirituale tra i fedeli, Pio XII accolse volentieri queste preghiere. Dopo attente consultazioni con il Venerabile Fratello Clemente Cardinal Micara, Vescovo della Diocesi di Velletri e Pro-Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti, il Pontefice, con “certa scienza e matura deliberazione” e in virtù della sua Apostolica potestà, stabilì in maniera perpetua, mediante la presente Lettera, che Santa Maria Goretti, Vergine e Martire, venisse costituita Patrona celeste principale della Città di Latina, affiancando a pari merito San Marco Evangelista.

Con la medesima autorità, Pio XII nominò Santa Maria Goretti anche Patrona di tutto l’Agro Pontino, conferendole tutti gli onori e i privilegi liturgici che spettano ai patroni dei luoghi, senza alcuna obiezione. L’atto pontificio si concluse con la solenne dichiarazione che le presenti Lettere sarebbero rimaste “ferme, valide ed efficaci per sempre”, ottenendo pieni e integri effetti e favorendo appieno, ora e in futuro, coloro ai quali si riferivano. Qualsiasi tentativo di contravvenire a tali disposizioni, da chiunque e con qualsiasi autorità, fosse esso compiuto scientemente o per ignoranza, sarebbe stato considerato nullo e invalido fin d’allora.

Questo decreto, emanato da Castel Gandolfo il 25 luglio 1952, quattordicesimo anno di pontificato di Pio XII, sigillato con l’anello del Pescatore, sancì un momento di grande significato spirituale e culturale per l’Agro Pontino, legando indissolubilmente il nome di Santa Maria Goretti alla storia e all’identità di questa terra.

Si ringrazia Ugo De Angelis per la foto