Nella nuova tappa della rubrica “Semi di Luce”, ci lasciamo accompagnare dalle evocative strofe di Antonietta Malito, estratte dalla sua silloge Fino all’Alba .
Con i suoi versi intensi e delicati, la poetessa cattura quel momento di passaggio sottile e inesorabile in cui l’estate cede il passo al primo soffio di settembre.
Tra il respiro soffuso di una lucciola trattenuta nella mano e il canto affievolito delle ultime cicale, la poesia si fa diario dell’anima, custode della luce estiva contro il freddo e la solitudine dei giorni invernali.
Un cammino «lungo il viale ambrato» verso casa che diventa metafora dell’esistenza e dell’attesa, ponendoci di fronte a quel momento immutabile dell’anno in cui ci viene chiesto, semplicemente, di «resistere al tempo».

AVANZAVA L’AUTUNNO
L’estate si spegneva piano. Trattenevo una lucciola nella mano per carezzare l’ultimo scampolo di felicità.
L’appoggiavo piano all’orecchio per ascoltarne il respiro, prima di donarla alla sera.
Nei rovi, nascoste fra tralci e more, frinivano le ultime cicale, ma con un’enfasi minore rispetto a un mese prima.
Il loro canto già si disperdeva nel primo vento di settembre. Ero solita registrarlo per riascoltarlo nei giorni di pioggia invernali, tristi e solitari.
L’autunno avanzava caparbio, vestito di foglie e d’argilla, fruscianti di nostalgia, e ricopriva i miei passi svogliati lungo il viale ambrato che mi riconduceva a casa.
Era prossimo il tempo di resistere al tempo. Se solo avessi potuto, avrei scelto il letargo dei lupi.


«Avanzava l’autunno» / poesia estratta dal libro “Fino all’alba” edito da https://www.bertonieditore.com/shop/it/
redazione@diariopontino.it


