Prosegue la rubrica “Semi di Luce” con “L’unico appiglio”, intensa poesia tratta dal libro Fino all’Alba della direttrice Antonietta Malito.
“L’unico appiglio” accompagna il lettore in un paesaggio emotivo sospeso tra inverno e primavera, metafora di un tempo interiore segnato da smarrimento, consapevolezza e ricerca di equilibrio. Il vento freddo diventa simbolo delle difficoltà che scompigliano pensieri e sentimenti, mentre l’immagine dell’“unico appiglio” rappresenta quella fragile speranza a cui aggrapparsi nei momenti più complessi dell’esistenza.
Attraverso immagini evocative — foglie morte, fili di seta, chiaroscuri notturni — la poesia racconta una trasformazione profonda: dalla leggerezza della farfalla alla resistenza silenziosa del ragno, sospeso tra vulnerabilità e forza interiore. Una riflessione poetica sul limite umano e sull’attesa di una nuova alba capace di restituire senso e luce.


L’UNICO APPIGLIO
Era uno strano inizio di primavera. Il vento dell’inverno aveva scompigliato l’amore, i pensieri, le parole, avviluppandoli in un fosco vortice intricato di gelide lacrime e foglie morte, accartocciate come inutili fogli macchiati d’inchiostro.
Oltre ogni previsione, oltre ogni immaginazione, stringevo forte l’unico appiglio rimasto, seppure labile e caduco come petalo di un fiore.
Non ero più farfalla ma ragno. Restavo inerme a fissare il niente, consapevole dei miei limiti e delle mie amarezze. Appesa a un sottile filo di seta, oscillavo nei chiaroscuri della notte.
Chissà se un’alba mi avrebbe ridestata in un mattino qualunque di quella strana, fredda, maledetta primavera.


📖“L’unico appiglio” di Antonietta Malito (poesia tratta dal libro “Fino all’alba”) Bertoni Editore / https://www.bertonieditore.com/shop/it/
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