Sezze abbraccia Fiammetta Borsellino

Giuseppe Di Sangiuliano

Il fuoco della memoria accende una comunità intera.

C’è una differenza sostanziale tra commemorare e testimoniare.
Ieri, a Sezze, non si è celebrato un anniversario. Si è vissuto un momento di coscienza collettiva.

L’incontro “Il fuoco della memoria”, ospitato dall’ISISS “Pacifici e De Magistris” presso l’Auditorium San Michele Arcangelo, ha superato i confini di un evento scolastico per trasformarsi in un’esperienza civile condivisa.

Gli studenti sono partiti in corteo dalla scuola insieme a Fiammetta Borsellino. Un’immagine potente: giovani e memoria che camminano fianco a fianco verso l’Auditorium, dove ad accoglierli c’erano le istituzioni – il Sindaco, il Comando dei Carabinieri, la Guardia di Finanza – in un abbraccio simbolico tra Stato, scuola e cittadinanza.

La sala era gremita. Non solo studenti, ma cittadini, famiglie, insegnanti.
Un silenzio composto, denso. Non formale. Partecipe.

Sobrietà, sostanza, verità

L’incontro è stato sobrio. Ma carico di sostanza.
Nessuna retorica, nessuna enfasi costruita. Solo parole nette.

Fiammetta Borsellino ha attraversato temi complessi, anche dolorosi. Parlare dei “traditori dello Stato” davanti a centinaia di ragazzi non è semplice. È un terreno scivoloso, soprattutto per generazioni che – giustamente – vedono nelle istituzioni e nelle divise un simbolo di legalità e protezione.

Eppure l’equilibrio è stato perfetto.

La Borsellino ha ricordato di aver iniziato questa sua “missione di verità” solo dopo la conclusione del Processo Quater, basandosi esclusivamente su punti fermi stabiliti dalle sentenze. Non opinioni. Non suggestioni. Verità processuali.

Un rigore che ha dato forza e credibilità a ogni parola.

Tra le tante risposte offerte agli studenti, una frase è rimasta sospesa nell’aria, potente nella sua semplicità:

“Intimidazioni no, ma essere ignorata sì.”

Non il rumore delle minacce, dunque.
Ma il silenzio. L’indifferenza.
Una confessione che ha generato un brivido collettivo, tra ammirazione e consapevolezza.

Il tempo delle domande

Le celebrazioni istituzionali sono state brevi. L’intervento iniziale pure. Il cuore della mattinata è stato il confronto. Domande dirette, mature, spesso profonde. Risposte articolate, dettagliate, mai evasive. Gli studenti non sono stati spettatori, ma interlocutori. Ed è forse questa la vittoria più grande della giornata: aver trasformato un incontro in dialogo vero.

Non c’era idolatria. C’era ascolto.
Non c’era mito. C’era responsabilità.

Una memoria che cammina

Per Fiammetta Borsellino il calendario degli incontri è già pieno fino a giugno. Scuola dopo scuola. Città dopo città. Una missione civile che non si ferma, che non cerca applausi ma consapevolezza. Sezze ieri non ha semplicemente ospitato un evento. Ha dimostrato che una comunità può essere all’altezza della memoria che accoglie.

La diretta e la video story.

Diario Pontino ha già trasmesso l’intera mattinata in diretta dalla propria pagina Facebook.

Oggi pubblichiamo una video story giornalistica di sintesi , per restituire l’intensità dell’incontro.

E’ qui disponibile anche il link / https://youtu.be/Ash1xs0XeFc / del girato completo, senza filtri né montaggio, caricato su YouTube prima di questa pubblicazione, affinché resti consultabile integralmente nel tempo.

Perché la memoria non si taglia.
Si custodisce.

E ieri, a Sezze, è stata custodita con rispetto, coraggio e una straordinaria partecipazione collettiva.

A cura di Giuseppe Di Sangiuliano