Siglato a Latina un protocollo operativo per contrastare il caporalato

Istituzioni e forze dell’ordine fanno “rete” a tutela dei lavoratori stranieri sfruttati.

Una sinergia tra istituzioni e forze dell’ordine per contrastare il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori stranieri. E’ l’obbiettivo del protocollo operativo siglato questa mattina a Latina tra Procura, Questura, Comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, Reparto operativo per la Tutela del Lavoro di Roma, Asl e Ispettorato territoriale di Latina. Si punterà a fare rete non solo per garantire un maggior impulso alle attività di contrasto attraverso la repressione delle condotte illecite, ma anche per rafforzare la tutela delle vittime attraverso un percorso che ne agevoli l’accesso alla giustizia e ne favorisca l’integrazione culturale, sociale ed economica. L’Ispettorato del Lavoro, in particolare, condividerà informazioni utili anche per attività di prevenzione. La Procura, invece, attiverà un canale di valutazione prioritario per la concessione del nulla osta per l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, per interrompere o recuperare i finanziamenti europei alle aziende non in regola. Le forze di polizia, infine, forniranno alle vittime informazioni su enti e associazioni in grado di supportarle.

Il protocollo è stato siglato partendo dal punto di vista dell’emersione dei fenomeni di sfruttamento, per superare le difficoltà che ancora oggi ostacolano la denuncia da parte delle vittime delle condotte illecite, necessaria per scalfire l’impunità degli autori delle condotte. Nel protocollo è stata poi evidenziata l’importanza dell’approccio degli operatori sanitari nei casi di lavoratori che si presentino presso i presidi ospedalieri per incidenti avvenuti sul luogo di lavoro, per far sì che la narrazione delle vittime sia quanto meno condizionata possibile e consenta di accertare anche eventuali casi di sfruttamento.

Ultimo ma non meno importante aspetto cristallizzato dall’intesa, l’assistenza delle vittime nel percorso teso all’ottenimento del permesso di soggiorno nei casi previsti, affinché sia assicurata giustizia sostanziale a chi ha subito le condotte ed ha contribuito ad individuarne gli autori.