La mostra è a cura di Fabio D’Achille.
Dal 14 agosto al 30 ottobre 2026 il Mad – Museo d’Arte Diffusa ospita, nello spazio di Bio-Logico in via Priverno 29 a Latina, la mostra di pittura “Sussurri dall’inconscio” di Silvia Palamara, a cura di Fabio D’Achille. L’ingresso è libero ed è chiuso solo di domenica.
Le opere nascono dal desiderio dell’artista di allontanarsi dall’arte figurativa e dall’illustrazione romantica che l’ha caratterizzata finora, per immergersi nell’indefinito della mente e nella creazione senza idee prestabilite. Silvia Palamara ha scelto di lasciarsi sorprendere, liberando gesti quasi distratti che si stratificano e danno vita a sollecitazioni visive, suggerimenti, sensazioni più che a figure riconoscibili.
Movimenti, storie sussurrate, pensieri e scorci che l’occhio e la mente possono cogliere o inventare. Fondamentale, in questo percorso, è stato lo studio con Mauro De Martino e l’approfondimento del metodo sulla “liberazione espressiva e la ricerca della creatività inconscia”.
L’incontro con le opere avviene all’interno dello Store Bio-Logico di Fabrizia La Femina, luogo dedicato ai prodotti alimentari sostenibili a chilometro zero, dove arte e quotidiano convivono in modo naturale.

Il contributo costante di Fabio D’Achille
Dietro questa e tante altre iniziative c’è ancora una volta Fabio D’Achille, figura che da anni sostiene con tenacia e discrezione la cultura nella Provincia di Latina. Mentre si parla spesso di mancanza di eventi, di pochi spazi e di fondi insufficienti, e mentre le amministrazioni locali, di fronte ai fatti di cronaca giovanile, si affrettano a emettere comunicati annunciando “campagne di sensibilizzazione” e “progetti che faremo”, c’è chi, per passione e per missione, continua a lavorare concretamente. D’Achille è tra questi. Non si limita alle dichiarazioni: mette a disposizione tempo, competenze e relazioni per dare vita a mostre, incontri e percorsi culturali che arricchiscono il territorio.

In un contesto in cui le lamentazioni sono più frequenti delle azioni, il suo impegno silenzioso e costante rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa essere sostenuta davvero, senza aspettare che sia troppo tardi o che un comunicato stampa basti a risolvere i problemi.
La mostra di Silvia Palamara è solo l’ultima tappa di un percorso che dimostra quanto sia possibile fare quando qualcuno decide di impegnarsi sul serio.
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