In occasione dei 94 anni dalla Fondazione della città, Cesare Bruni per la Rubrica “ Verso il Centenario” su Diario Pontino , un articolo denso di riflessioni storiche.
Un testo che ricostruisce quel giorno del 30 Giugno 1932, quando il Commissario Valentino Orsolini Cencelli pose la prima pietra della futura Littoria, alla presenza dell’ Architetto Oriolo Frezzotti. Una data fondamentale, spesso messa in secondo piano rispetto all’inaugurazione del 18 Dicembre, ma che merita di essere restituita alla storia completa della città.

30 GIUGNO 1932, LA POSA DELLA PRIMA PIETRA DI LITTORIA
Il 30 Giugno 1932, il Commissario dell’Opera Nazionale per i Combattenti, Valentino Orsolini Cencelli, alla presenza anche dell’ Architetto Oriolo Frezzotti che ne disegnò la pianta urbanistica, pose la prima pietra della città di Littoria, oggi Latina.
La giovane città venne poi inaugurata il 18 Dicembre 1932 dal Capo del Governo Benito Mussolini. La notizia della fondazione della città passò quasi sotto silenzio sulla stampa nazionale. Uno degli slogan più fortunati del regime fascista fu: “si redime la terra, si fondano le città “.


In una prima fase, il regime e Mussolini privilegiano, in ossequio alla politica ruralistica la redenzione della terra. L’obiettivo era quello di avere una sorta di contadini soldati. Durante l’estate del del 1932, però, Mussolini modifica il suo orientamento e decide di fare della Città di Littoria il simbolo Civile più fortunato del regime.
Si affianca, quindi, alla redenzione della terra il mito della fondazione delle città nuove, anche in funzione del rafforzamento del consenso popolare a regime stesso. Per questo il 18 Dicembre assumerà un rilievo propagandistico più importante rispetto al giorno della fondazione.
Peraltro, Littoria sarà l’unica città di Fondazione, non essere a non essere fondata da Mussolini. Dopo la guerra, le amministrazioni che si susseguiranno continueranno a mantenere l’importanza del 18 Dicembre mentre il 30 Giugno rimarrà declassato.
Nell’ottica della costruzione, o ricostruzione, di una storia completa, non omissiva, condivisa ed in funzione del futuro centenario è importante recuperare alla storia della città date e uomini, senza occultamenti. Negli ultimi anni si è cercato di contrapporre le due date fondamentali della città ed i suoi protagonisti con la palese intenzione di sminuire il ruolo dell’allora capo del governo nella storia di questa città.
Così come si è cercato di sminuire la figura di Valentino Orsolini Cencelli, opponendogli che nulla si sarebbe inventato, poiché tutto era stato già in passato, proposto o immaginato. Ritengo questi approcci sbagliati perché questa città ha bisogno di recuperare alla sua storia ogni pezzetto del suo passato, il che non vuol dire condividere il regime di allora, ma solo prendere atto che la città nasce negli anni 30.
Non è più il tempo di scalpellare, in modo simbolico, i palazzi e le pietre ma è il tempo di riconnettere i fili di una storia, quella di Littoria-Latina, che seppur breve nel tempo, è una grande storia di sacrifici e di lavoro, giustamente definito umanesimo del lavoro, che ha dato casa, lavoro ed avvenire a migliaia di italiani.
A cura di Cesare Bruni.



